Il ricordo del dem
Violante ricorda Tatarella e zittisce i comunisti: “Era un democratico di destra. E io gli stringevo la mano”
È una strana abitudine sinistra quella di celebrare figure che hanno segnato la storia dei comunisti italiani rimuovendone parte dei meriti politici, delle scelte di dialogo e dell’operato. Accade, ad esempio, ogni qual volta si parla di Enrico Berlinguer e del rapporto con Giorgio Almirante, come se il rispetto e il dialogo tra loro non ci fosse mai stato, come se il leader del Msi non fosse stato in Parlamento un leale oppositore, come se a quei funerali del segretario del partito comunista italiano non fosse mai andato.
E accade quando vengono ricordate e celebrate persone che da destra hanno fatto la storia d’Italia, come nel caso di Pinuccio Tatarella che per una esponente locale di Rifondazione comunista in Puglia, non doveva essere citato dal sindaco di Bari Vito Leccese, nella lettera di benvenuto rivolta alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
L’infame e falsa accusa
Per la consigliera Marchetti lo storico e compianto esponente della destra avrebbe avuto ‘la colpa’ di stare «Da giovane con gli squadristi». Affermazione e smentita finanche dall’esponente dell’Anpi Pasquale Martino: «Lui picchiatore? No, almeno a mia memoria» e oggi da una intervista rilasciata all’edizione di Bari di Repubblica da Luciano Violante.
L’ex Presidente della Camera lo ricorda «da ragazzo, all’università. Era un democratico di destra. Non era un fascista, era un dirigente politico di destra. Nel Msi c’erano tante anime».
Il ricordo di Violante
Al giornalista che gli chiede se le spalle date dai sindalisti amici della Cgil in Belgio di dare le spalle al Presidente del Senato Ignazio La Russa in occasione della commemorazione della strage di Marcinelle gli ha ricordato il rifiuto del primo ministro belga Elio Di Rupo di stringere la mano a Tatarella risponde «Me lo ricordo. Sono errori, naturalmente. Io la mano a Tatarella l’ho stretta varie volte. Poi abbiamo anche litigato perché lui nel rapporto politico, non era accondiscendente. Avendo entrambi due caratteri forti, a volte ci siamo scontrati. Però poi ci siamo riappacificati»
Insomma la buona notizia che anche a sinistra per fortuna c’è chi ha buona memoria, con l’auspicio che sia un esempio per i giovani dem, come Pinuccio Tatarella lo è per i giovani di Fratelli d’Italia.