A Ferrara
Adescava uomini su Tinder e Telegram per derubarli con gli “abbracci”: condannata una 21enne romena
Una giovane che si presentava sul sito d'incontri o nell'app di messaggistica come "Melissa" o "Queen" è stata denunciata da tre delle sue vittime. Al termine delle indagini condotte dai carabinieri, la 21enne è stata condannata dal tribunale a 2 anni e 4 mesi
Sfruttava le piattaforme d’incontri come Tinder o le app di messaggistica come Telegram per adescare le vittime e derubarle, presentandosi come “Melissa” o “Queen” a Ferrara. Era la tecnica di una 21enne romena che, dopo aver sedotto le sue vittime, si appartava con loro e approfittava della loro distrazione per sottrargli tutti gli averi. A una delle persone cadute nella sua trappola, in base a quanto stabilito dall’accusa, la giovane avrebbe provato anche di estorcere denaro in cambio della restituzione di una catenina d’oro sottratta in precedenza. Alla fine, come ha riportato il Resto del Carlino, la 21enne è stata processata con rito abbreviato e condannata a 2 anni e 4 mesi di reclusione. Una sentenza che è arrivata dopo le indagini condotte dai carabinieri, dopo le denunce depositate dalle vittime.
Adescava uomini sulle app di incontri per derubarli
I fatti al centro della vicenda giudiziaria si sarebbero verificati nel corso del 2023. In base a quanto ricostruito dagli investigatori, la ragazza avrebbe adescato tre diversi uomini online e dopo aver raggiunto l’accordo per vedersi, organizzava un appuntamento con i vari interlocutori. In due occasioni, gli incontri sarebbero avvenuti a casa delle stesse vittime, in città. Il terzo appuntamento, invece, sarebbe avvenuto a bordo di una macchina.
Dopo essersi trovata faccia a faccia con i malcapitati, la ragazza sarebbe quindi entrata in azione. Approfittando di un abbraccio, gli avrebbe sottratto catenine d’oro o altri preziosi, senza che questi se ne accorgessero. Nell’ultimo caso, l’imputata avrebbe poi chiesto mille euro a uno degli uomini per la restituzione dell’oggetto rubato. Dopo le tre denunce, le vicende sono finite nel fascicolo di un’inchiesta coordinata dal pm Ombretta Viola. I reati ipotizzati erano furto e, quanto all’ultimo episodio, tentata estorsione.
La condanna dell’adescatrice
Dopo la fine delle indagini condotte dai militari, il caso è arrivato in tribunale. Davanti al giudice dell’udienza preliminare Sandra Lepore, l’imputata ha deciso di essere giudicata con il rito abbreviato. In sede di discussione, la procura aveva chiesto la condanna della giovane e dopo aver ascoltato le parti, il magistrato ha concluso il procedimento, emettendo la sentenza finale.