In Francia
Scrittore di colore scrive un best seller, ma piovono accuse di averlo copiato al 95% con l’Ia. Lui replica: “E’ razzismo”
Lo scrittore canado-haitiano Thélyson Orélien è al centro di una controversia in Francia dopo essere stato accusato di aver fatto ricorso all’intelligenza artificiale per scrivere il suo romanzo “C’était ça ou mourir” (“Era questo o morire”), uno dei maggiori successi della rentrée letteraria settembrina francese. L’autore ha respinto le accuse, definendosi vittima di “attacchi razzisti”, come riporta “Le Figaro“. Orélien ha denunciato di aver subito numerosi attacchi razzisti da quando è arrivato in Francia, precisando che, a suo dire, non provengono dai lettori. L’autore non ha però reso pubblici, almeno finora, i dettagli degli episodi ai quali fa riferimento.
Le Monde non si è limitato a riportare il post di X: ha sottoposto a Pangram più della metà del romanzo. Il risultato restituito dal software è stato che oltre il 95% del testo sarebbe stato prodotto da un’intelligenza artificiale, con un livello di confidenza indicato come elevato. Inoltre, il giornale ha utilizzato come confronto le prime pagine di circa 15 altri romanzi della rentrée, che Pangram ha classificato come umani. Ha anche testato cinque romanzi più vecchi caratterizzati da stili particolari e anch’essi sono stati classificati come umani
Alcuni commentatori hanno invece interpretato la vicenda in chiave razziale. Per esempio, la giornalista Doan Bui, in un commento ripreso da Journal FR, sostiene che dietro le accuse ci sarebbero vecchi stereotipi secondo cui un autore nero proveniente da una realtà extraeuropea non sarebbe realmente capace di produrre un’opera letteraria di quel livello. Questa però è l’interpretazione della giornalista, non un fatto accertato.
L’accusa era stata lanciata lunedì scorso da un account su X, “Balance ton Claude”, fino ad allora poco seguito con appena 92 follower, secondo cui il romanzo sarebbe stato scritto “quasi interamente” da un’intelligenza artificiale. L’account afferma di aver analizzato alcuni estratti del testo utilizzando il software americano di rilevamento Pangram. Interpellato dal quotidiano “Libération“, Orélien ha replicato che “il software è abituato alle tradizioni letterarie francesi e agli autori classici”, rivendicando invece uno stile fondato su “immagini”, “ripetizioni” e “ritmi” che definisce una “parola viva”, attinta dalle sue “tradizioni haitiane e caraibiche”. “Ho sempre amato la creazione e la scrittura, non vedo perché dovrei ricorrere a una macchina”, ha aggiunto.