Il campo "Lavrov"
Veleni e bocconi amari nel pranzo della pace tra Conte e Schlein: “Sereni, ma ognuno resta sulla sua posizione”
Bocconi amari, veleni indigeribili, enormi differenze nel menu. Ma poteva andare peggio… Nel linguaggio della diplomazia anche quando in un pranzo di lavoro volano piatti e bicchieri si parla di incontro cordiale e di scambio costruttivo di punti di vista, anche se i commensali escono dal ristorante con le camicie sporche di salse, o di sangue. Più o meno quello che è accaduto oggi tra Elly Schlein e Giuseppe Conte, a pranzo insieme (nel ristorante della tragica foto del campo largo…) dopo gli scontri sull’Ucraina dei giorni scorsi.
Il pranzo della pace mancata tra Schlein e Conte
La segretaria del Pd e il leader del M5S, dunque, a tavola per fare il punto dopo gli ultimi giorni. Le parole di Conte a PiazzAsiago, domenica, avevano aperto un caso all’interno del centrosinistra. “Il nodo Ucraina? Lo scioglieremo con le primarie”, aveva detto l’ex premier. “Così non funziona. Prima il programma e poi il candidato”, la replica di Schlein. Oggi l’incontro a pranzo. Con Schlein “nessun problema personale. Oggi ci siamo visti a pranzo, lo avevamo concordato già la settimana scorsa. La dialettica politica rimane, ma nel rispetto reciproco”, ha detto Conte intercettato dai cronisti a Montecitorio. “Clima disteso. Hanno fatto il punto sui prossimi passi”, riferiscono fonti del Pd. Pochi minuti prima, la frase tutt’altro che rassicurante. “Sull’Ucraina in questi giorni ho detto e ripetuto le stesse cose che io e il M5S diciamo da 4 anni, la nostra posizione è sempre la stessa. Ma rispetto le posizioni del Partito democratico”, aveva detto nel pomeriggio Giuseppe Conte intercettato dai cronisti a Montecitorio.
I dubbi del Pd su Giuseppi
“Entrando nel merito, la questione Ucraina è un incedibile. Non per una parte, ma per chi ambisca a guidare un paese europeo. Questo e’, per cui se ne dovranno fare una ragione” sia il M5s che Avs, aveva detto in mattinata il senatore del Pd Filippo Sensi, ospite a Omnibus su La7 a proposito delle tensioni nella coalizione del centrosinistra nate con la proposta del presidente M5s Giuseppe Conte di decidere la posizione sull’Ucraina con le primarie. Chiunque vinca le primarie, sintetizza Sensi, “se ne dovrà fare una ragione e continuare a sostenere l’Ucraina. Possono dire quello che gli pare sull’Ucraina – prosegue il dem – ma tanto quella e’ la posizione e restera’ la posizione di chiunque ambisca a governare e guidare questo paese. Perché in Ucraina si gioca una partita che riguarda la libertà e la democrazia di tutti e questo non è un tema su cui si può discutere. Qui si sta parlando del futuro del nostro paese dentro l’Europa, quindi le chiacchiere, anche se siamo ad agosto, stanno a zero”.
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