Il campo largo è finito
Conte, il bacio di Giuda alla Schlein: “Molliamo l’Ucraina”. Panico nel Pd: “Sta con Vannacci, basta alleanza”
E’ stata una domenica “bestiale” per il Pd e per il progetto di “campo largo” di Elly Schlein, testardamente unitaria ma anche testardamente bombardata dal fuoco amico di Conte. Ieri sera il leader grillino ha rotto gli indugi annunciando che il M5S non è più disposto a sostenere, dal punto di vista militare, l’Ucraina. La conferma che sulla politica estera le distanze col Pd sono oceaniche. “Scioglieremo il nodo con le primarie, faremo decidere agli italiani. Noi non votiamo il sostegno militare all’Ucraina, per quello che riguarda aiuti e sanzioni economiche sì. Mi sembra che l’Ucraina abbia un arsenale militare super attrezzato, ci sono anche componenti di destra estrema e già c’è un mercato, ci si chiede che fine facciano quelle armi”, ha attaccato Giuseppe Conte intervistato dal vicedirettore della Stampa Alessandro De Angelis alla rassegna PiazzAsiago.
Conte spacca il Campo largo, Schlein tace, Pd in subbuglio
Conte spariglia su tutto. Sul sostegno a Kiev ma anche su altri dossier come la Tav (“Non è un totem”). Il Pd, nell’area riformista, trasecola, ma la Schlein, per adesso, tace: “Stare con l’Ucraina significa difendere l’Europa. La pace passa dal ripristino del diritto internazionale stravolto dall’aggressore Putin. Il centrosinistra sa la differenza tra Russia e Ucraina e chi si candida a guidarlo può stare solo da una parte senza alternative”, dice la senatrice dem Simona Malpezzi. “Putin ha detto in tutti i modi che non accetterà mai un accordo che non preveda la cessione alla Russia del Donbass ucraino. Conte – domanda il deputato Pd Piero Fassino – ritiene legittima quella pretesa di Putin?”.”Conte sta bene con Vannacci: il Pd dovrebbe avere il coraggio di prenderne atto e lasciarli al loro finto pacifismo e ricominciare a riprendere le posizioni che i socialisti in Europa tengono con coerenza”, dice il vicesegretario del partito di Calenda, Ettore Rosato. L “Bene. Si prenda atto che c’è chi vuole rompere la coalizione. Su una materia per noi del Pd del più alto valore, cioè il futuro dell’Europa e la sicurezza del nostro continente”. Lo ha scritto su X Lia Quartapelle, parlamentare del Pd, in merito alle parole di Conte sull’Ucraina. POL NG01 acp 022125 AGO 26
“Se il Pd esistesse ancora politicamente, dovrebbe sancire oggi la fine del campo largo o costringere questo populista opportunista a fare retromarcia. Ma faranno finta di nulla. Come sempre”, commenta Carlo Calenda sui social dopo le affermazioni di Giuseppe Conte sul no al sostegno militare a Kiev. E dalla destra, Tommaso Foti fa notare: “Se ogni volta che si vota un indirizzo che riguardi la politica estera, anche circoscritto alla sola sicurezza dell’Europa, il campo largo espone cinque posizioni diverse e contraddittorie, tanto da diventare un campo minato, una ragione c’è e la presa di posizione di oggi dell’on. Conte sull’Ucraina ce lo conferma. Un conto è attaccare a testa bassa il Governo Meloni con le più varie amenità di cui abbonda il vocabolario politico del campo largo. Altro è dimostrare, per quest’ultimo, di avere un’unità d’azione politica da poter esprimere in ambito internazionale. Poiché la conciliabilità degli opposti non è possibile”, dice il ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le politiche di coesione.