Sfida per la crescita
Urso al Meeting di Rimini rilancia: «Ad ottobre un nuovo decreto imprese per semplificare e investire sull’intelligenza artificiale»
Il ministro cita Prevost e mette in evidenza gli investimenti sul nucleare e sulle energie alternative ostacolati da alcune Regioni di sinistra
Il Ministro per lo sviluppo e il Made in Italy, Adolfo Urso ha annunciato al Meeting di Rimini l’arrivo del “decreto imprese” per l’autunno, concentrandosi sul rilancio dell’ex Ilva e sull’apertura del tavolo Chigi per il nucleare di nuova generazione. L’obiettivo è sostenere la competitività industriale italiana attraverso una strategia energetica e produttiva a lungo termine. Particolare interesse all’intelligenza artificiale.
Le parole di Urso e la citazione del Papa
«Stiamo preparando con altri dicasteri un decreto imprese per la fine di ottobre che dovrà servire ad ulteriormente semplificare i processi di autorizzazione per gli investimenti produttivi, aumentare l’energia rinnovabile del nostro paese con particolare attenzione al sistema degli accumuli e delle batterie e anche a livello industriale e “interverremo anche per migliorare la capacità del nostro sistema industriale nel campo dell’innovazione», ha detto Urso, citando l’enciclica di Papa Leone XIV.«Nel prossimo decreto interverremo – avete ascoltato qui Papa Leone , dopo la sua enciclica davvero magistrale – sul fenomeno dell’intelligenza artificiale nell’industria, con una accelerazione dello sviluppo della robotica e dell’utilizzo degli umanoidi nel nostro sistema produttivo, come stanno facendo gli altri e non vorremmo rimanere indietro», ha aggiunto il ministro.
Sull’Ilva c’è un altro acquirente europeo
Sull’ex Ilva di Taranto, Urso ha annunciato importanti novità. «Alla gara internazionale in corso si è presentata una cordata italiana piuttosto significativa che si affianca a Jindal e Flacks. E si è aggiunto un quarto grande operatore europeo La produzione siderurgica dell’acciaio in Italia “è in aumento. Non siamo in crisi – ha ribadito Urso – È aumentata anche nei primi 6 mesi di quest’anno. Il dato di giugno rispetto allo scorso anno ci segnala un trend di crescita del 6,1% di produzione di acciaio tutto green. Perché l’Italia, con i suoi forni elettrici, è leader in Europa nella produzione di acciaio green. Purtroppo il problema è a Taranto. Credo che una soluzione vada trovata anche a Taranto e siamo in condizioni di trovarla».
Gli investimenti sul nucleare e sulle rinnovabili
«Noi crediamo nell’energia rinnovabile e vorremmo sbloccare i progetti che sono ancora fermi, spesso per il veto di alcune Regioni. Oggi il nostro Paese, la nostra Europa, deve puntare sull’autonomia strategica nell’energia, nelle materie prime critiche e in altri settori a tecnologia avanzata, fondamentali per il nostro sviluppo, per la nostra indipendenza, per la nostra libertà. Tant’è vero che all’inizio della legislatura abbiamo pensato di riaprire la strada per il nucleare civile nel nostro Paese; possiamo diventare leader europei nel riciclo e nella raffinazione, bloccando l’esportazione di rifiuti industriali e terre rare verso i mercati extra-Ue», ha poi concluso Urso.
Il no della sinistra alle rinnovabili e il record italiano
L’Italia, grazie al governo Meloni, ha fatto registrare un +20% sulle rinnovabili a luglio, un record rispetto allo scorso anno. Lo ha ribadito anche ieri a Rimini, il Ministro dell’Ambiente, Pichetto Fratin. Sempre a Rimini, l’amministratore delegato della società pubblica Sfbm, Marco Mele, ha messo in evidenza la straordinaria crescita degli studi sull’idrogeno, che rappresenta un’alternativa energetica pulita. Urso ha fatto riferimenti all’opposizione di alcune Regioni a guida della sinistra (come la Sardegna) sugli investimenti per l’eolico e le rinnovabili. Decisioni che penalizzano fortemente il sistema Italia.