Il filosofo al Massimo
Cacciari boccia Schlein e Conte: “Altro che woke, gli mancano i fondamentali. Le primarie le faranno a chi è più bello?”
«Nel cosiddetto campo largo farebbero bene a ripassare i fondamentali, ad esempio le analisi di un certo Karl Marx». Massimo Cacciari irride Schlein e Conte nella intervista rilasciata a Luca De Carolis del Fatto Quotidiano.
Cacciari al Fatto: non si può impostare tutto sul “politicamente corretto”
La lettura di Conte sul woke? «Credo che anche la segretaria del Pd – puntualizza l’ex sindaco di Venezia, che a 82 anni non si fa problemi a dire la sua senza eufemismi – sappia che non si possa impostare tutto sul politically correct, e che le priorità siano le emergenze sociali. Però il vero punto è che al centrosinistra mancano i programmi. Sul woke e sui diritti civili una paginetta di sintesi i partiti potrebbero pure scriverla, secondo me».
Ma sono altre le priorità sottolinea Cacciari. «Cosa pensano (Conte e Schlein e gli altri leader del campo largo ndr) rispetto a un tema centrale come quello della politica fiscale? E soprattutto, come potranno accordarsi sulla politica estera, con il Pd che in Europa ha sostenuto come commissaria la Von der Leyen, e che per metà è composto da democristiani?».
Le primarie? Facciano un passo indietro Elly e Conte
Sulle primarie, l’ex deputato del Pci ed ex europarlamentare, resta scettico come sempre, definendo l’operazione un terreno minato: una vittoria di Schlein rischia di disamorare l’elettorato pentastellato dalle urne, mentre un successo di Conte manderebbe in frantumi il Pd nel giro di una notte. Da qui la proposta, quasi provocatoria, di un passo indietro “generoso” di entrambi i leader in favore di un terzo nome — con Silvia Salis citata come possibile jolly.
Ma il bersaglio vero, ribadito più volte, resta lo stesso: altro che woke, la sinistra dovrebbe interrogarsi su fisco, politica estera e superamento delle Regioni, che per Cacciari sono ormai un peso morto per il Paese. Il resto, sembra dire con una punta di sarcasmo, non interessa a nessuno fuori dai palazzi.
Tornando alle primarie, il filosofo appone la sua pietra tombale. «Come fai a fare il programma prima di scegliere il leader? Nelle primarie dovrebbero confrontarsi sulle diverse proposte, non certo su chi è più bello».