In Sardegna
Un richiedente asilo a capo dell’organizzazione di trafficanti: cosa emerge dall’operazione Phantom
La banda ha organizzato almeno cinque trasporti di migranti dall'Algeria ed era pronta ad allargare gli affari al traffico di droga. Deidda: "Una grande vittoria dello Stato"
È un algerino richiedente asilo l’uomo identificato come capo di un’organizzazione criminale dedita al traffico di migranti e di droga tra Algeria, Italia e Francia. L’uomo, che di recente si era stabilito a Cagliari, è stato identificato nell’ambito delle indagini che hanno portato alla “operazione Phantom”, condotta dal Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato e dalla Squadra Mobile di Cagliari, con il supporto della Sisco, sotto la direzione della Dda.
“Operazione Phantom” in Sardegna
Undici persone sono state arrestate. L’indagine prende il nome dai potenti gommoni ad alte prestazioni, i “Phantom”, che l’organizzazione avrebbe dovuto utilizzare per trasportare, attraverso il Mediterraneo, sia migranti irregolari sia ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti. Le indagini, avviate a febbraio, hanno permesso agli investigatori di ricostruire la struttura e le modalità operative del gruppo criminale.
Il richiedente asilo a capo del gruppo
Secondo gli elementi raccolti, l’algerino richiedente asilo sarebbe stato il promotore e coordinatore dell’intero sistema illecito. L’uomo avrebbe gestito il reclutamento dei migranti e degli scafisti in Algeria, la riscossione del denaro necessario per la traversata e l’organizzazione dei viaggi clandestini verso le coste della Sardegna attraverso pericolose imbarcazioni e la presunta corruzione di appartenenti alle autorità locali per agevolare le partenze.
Le indagini tra Sardegna, Algeria e Francia
Le indagini avrebbero infatti consentito di ricostruire un consolidato asse criminale tra El Kala (Algeria), Cagliari e Marsiglia (Francia), lungo il quale si sviluppavano le principali direttrici operative dell’organizzazione. In Algeria venivano reclutati i migranti, organizzate le partenze e predisposta la logistica per le traversate; in Sardegna era presente la struttura incaricata dell’accoglienza, della predisposizione dei documenti contraffatti e del supporto operativo ai sodali; mentre nell’area di Marsiglia operava uno dei principali finanziatori dell’organizzazione, ritenuto il referente per il reperimento delle risorse economiche e dei mezzi navali ad alte prestazioni, in particolare i gommoni veloci destinati sia al trasporto clandestino dei migranti sia ai progettati traffici internazionali di sostanze stupefacenti.
Il traffico di migranti
Le indagini hanno consentito di ricostruire almeno cinque traversate partite da El Kala e dirette verso le coste meridionali della Sardegna, identificando i presunti scafisti impiegati. L’organizzazione inoltre, secondo gli investigatori, era pronta a fare un salto di livello: aveva infatti acquisito potenti gommoni equipaggiati con motori ad alta potenza per allargare le rotte del traffico di esseri umani, con un tariffario a migrante di circa 2.500 euro.
Inoltre dalle indagini è emerso che l’algerino poteva contare su una rete di complici incaricati della predisposizione dei mezzi logistici, dell’accoglienza dei migranti e soprattutto della produzione, a 150 euro l’uno, di documenti falsi per la richiesta di protezione internazionale.
L’allargamento degli affari alla droga
I poliziotti, coordinati dal dirigente della Mobile Davide Carboni, hanno ricostruito anche la fase preparatoria di un presunto traffico internazionale di sostanze stupefacenti: l’organizzazione avrebbe pianificato l’importazione dalla Spagna di circa 500 chilogrammi di hashish e 10 chilogrammi di cocaina, da trasportare via mare con i due gommoni “Phantom”.
Deidda: «Una grande vittoria per lo Stato»
«Esprimo il mio più profondo ringraziamento e il plauso alla Direzione Distrettuale Antimafia, al Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, alla Squadra Mobile di Cagliari e a tutti gli oltre 100 operatori coinvolti nella straordinaria operazione Phantom. È un colpo durissimo alla criminalità e una grande vittoria per la nostra Nazione», ha commentato il deputato sardo di FdI e presidente della Commissione Trasporti della Camera, Salvatore Deidda.
Gli allarmi ignorati negli anni passati
«Questa brillante operazione conferma esattamente ciò che FdI e il sottoscritto denunciano da anni attraverso innumerevoli interrogazioni e iniziative ispettive», ha aggiunto facendo riferimento alla «pericolosità della rotta algerina verso le coste del Sulcis e del Cagliaritano». «Mentre in passato i governi della sinistra ignoravano i nostri allarmi permettendo l’ingresso di criminali e lo sfruttamento dell’accoglienza, oggi emerge chiaramente che avevamo ragione».
Il cambio di passo
«Con il Governo guidato da Giorgia Meloni l’approccio è radicalmente cambiato», ha concluso Deidda, sottolineando che «non c’è più spazio per chi lucra sulla falsificazione dei modelli di protezione internazionale o per chi pensa di trasformare la Sardegna in un crocevia per il traffico clandestino verso il resto d’Europa».