Ore di tensione
Chi sono i tre italiani dispersi in Nepal dopo l’alluvione. Tajani: “Pronta una task force”
Si tratta di una coppia italo-svizzera e di un orefice originario di Rapallo, Marco Ratto, conosciuto da tutta la comunità cittadina. Al momento i familiari hanno deciso di non commentare con la stampa quanto accaduto
Tra i turisti dispersi in Nepal dopo l’alluvione ci sono anche tre italiani e la Farnesina sta continuando a lavorare per le verifiche necessarie. Valentina Piccinini e Stefano Lotumulo, invece, sono tra i 27 turisti tratti in salvo. Al momento, tra le persone irreperibili ci sono 517 stranieri.
Tre italiani dispersi in Nepal a seguito dell’alluvione
I tre italiani dispersi sono una coppia italo-svizzera e un italiano di Rapallo, Marco Ratto, orefice cinquantenne. L’uomo era proprio nell’area interessata dalla tragedia, per un viaggio che aveva iniziato dieci giorni fa. Da generazioni la famiglia di quest’ultimo gestisce uno storico negozio di orologeria e oreficeria nel centro della città. Sportivo, dinamico e amante dell’avventura, aveva scelto il Nepal come una delle mete del viaggio che aveva scelto di intraprendere da solo. «Siamo sgomenti e senza parole. Siamo in contatto con la Farnesina ma al momento non abbiamo notizie. Marco si trovava proprio in quella zona», ha spiegato suo cognato, Andrea Bernardin, all’Ansa, mentre il resto della sua famiglia non ha commentato la vicenda.
Il sindaco di Rapallo, Elisabetta Ricci, è intervenuta sulla vicenda, spiegando che «Marco Ratto è una persona molto stimata in città. Io lo conosco da una vita e siamo tutti molto preoccupati. Tutta la città è in ansia, già molti cittadini mi hanno chiesto notizie su di lui, ma purtroppo quelle che abbiamo sono ancora poche». Poi ha aggiunto: «Poco fa abbiamo contattato la famiglia di Marco; stiamo cercando di essergli vicini in tutti i modi possibili perché, come si può immaginare, queste sono situazioni molto difficili e dolorose». Inoltre, Ricci ha spiegato che, attraverso il consigliere regionale Carlo Bagnasco, «abbiamo sentito il ministro Tajani e, con l’assessore Fabio Mustorgi (che ha la delega alla Protezione civile, ndr), abbiamo cercato di sollecitare affinché venga inviata la Protezione civile, così come è stato fatto in altre situazioni critiche d’emergenza».
La testimonianza dell’amico dell’orefice disperso
Anche l’ex sindaco di Rapallo e consigliere regionale Carlo Bagnasco ha parlato dell’orefice disperso: «Marco è mio coetaneo quindi praticamente ci conosciamo da tutta la vita. Ogni 2 ore con Tajani ci sentiamo per avere aggiornamenti». E ancora: «Io conosco tutti, la loro oreficeria e orologeria è la più apprezzata della zona. Marco è un lavoratore instancabile, appassionato di orologi e del suo mestiere. Ma è anche un viaggiatore e grande sportivo. Da ragazzi andavamo anche a sciare insieme ma il suo livello era notevolmente superiore al mio, lui faceva anche le gare di discesa libera. L’ultima volta l’ho sentito 15 giorni fa, proprio prima che partisse. È una persona talmente gentile che mi ha telefonato per avvertirmi che avevo lasciato il finestrino dell’auto aperto».
Il racconto di uno dei due superstiti italiani
«La morte ci ha bussato al pullman e ci ha detto: scendete, non è il vostro momento». Così Stefano Lotumolo, fotografo toscano tra i turisti italiani tratti in salvo dopo la devastante valanga che ha colpito una valle del Nepal, ha raccontato all’Adnkronos i momenti drammatici vissuti ieri: «Eravamo partiti il giorno prima per un viaggio spirituale verso il monte Kailash, considerato la dimora del dio Shiva». Poi ha aggiunto: «Avevamo raggiunto un villaggio che oggi non esiste più, è stato completamente spazzato via. Il luogo dove abbiamo dormito non esiste più. E abbiamo perso documenti, soldi, tutto. È stato un vero incubo. Anche se per noi, alla fine, è stata una benedizione».
Tajani annuncia l’arrivo di una Task force in Nepal per i connazionali
Il ministro degli esteri, Antonio Tajani, ha espresso il cordoglio del governo «alle famiglie delle vittime delle alluvioni che hanno colpito il Nepal e la regione tibetana. La nostra vicinanza va alle autorità e alle popolazioni colpite». Poi il vicepremier ha annunciato l’attivazione di una «Task Force Nepal con l’invio di una delegazione da Roma dell’Unità di Crisi per creare un punto di assistenza dei nostri connazionali a Katmandu». «Ho anche disposto l’invio di personale della nostra Ambasciata a Nuova Delhi a Katmandu per rafforzare la presenza sul posto e l’assistenza agli italiani – ha informato Tajani – La Farnesina è al lavoro per rintracciare i connazionali con i quali non si è ancora riusciti a stabilire un contatto e garantire loro ogni possibile supporto».