Domani la partita
Tensioni prima di Atalanta-Hapoel, la Flotilla spunta pure allo stadio di Bergamo con la scritta: “Boicotta Israele”
I contestatori addirittura imputano al calcio responsabilità politiche. Intensificati i controlli da parte delle forze dell'ordine
La scritta luminosa “Boycott Israel” è stata proiettata ieri sulle pareti esterne della New Balance Arena di Bergamo, dove domani alle ore 20.30 si giocherà la partita di Conference League tra Atalanta e Hapoel Tel-Aviv. L’iniziativa è della Global Sumud Flotilla: «Lo abbiamo fatto per accendere un riflettore su uno Stato che, sotto gli occhi del mondo, è accusato di un genocidio a Gaza e di un’occupazione militare sempre più violenta in Cisgiordania» si legge nel comunicato.
«Il calcio favorisce il genocidio»
E ancora. «Il boicottaggio di Israele non è più un’opzione politica tra le altre: è una necessità umanitaria… In questo contesto, ogni partita di calcio favorisce la normalizzazione della violenza, ogni accordo commerciale è complicità». Gli autori dell’iniziativa hanno chiesto anche alle istituzioni nazionali «la cancellazione definitiva del memorandum d’intesa tra Italia e Israele sulla cooperazione militare, e la limitazione degli accordi commerciali in essere».
Che c’entra tutto questo con lo sport?
Ancora una volta, dunque, lo sport viene messo in mezzo inopinatamente per questioni politiche. Che c’entra l’Hapoel di Tel Aviv con le responsabilità di quanto avvenuto a Gaza? Niente. E soprattutto che c’entra lo sport, che è storicamente nato proprio per sciogliere le tensioni politiche e dimostrare che non c’è differenza di pelle o di razza, nè di fazione tra le persone.
Allertato il servizio d’ordine
Come accade sempre prima di un evento sportivo che riguarda una squadra israeliana, la prefettura di Bergamo ha aumentato i controlli e allertato il servizio d’ordine. La squadra ospite sarà super scortata sin dalla destinazione in albergo. La speranza è che tutto si concentri in proteste verbali, certamente fuori luogo, ma che non si registrino episodi di intolleranza ulteriore.