Per favorire la devolution
Svolta epocale in Gran Bretagna. L’annuncio del premier Burnham: “Pensiamo a una Costituzione scritta”
Il primo ministro apre a un testo codificato che incrementi il decentramento in tutto il Regno Unito
La terra della Magna Carta, il vecchio Impero che per secoli ha dominato il mondo e che ha dato il via alla rivoluzione liberale, potrebbe avere la Costituzione formale e scritta. La Gran Bretagna, patria del common law, si appresta, secondo quanto ha detto oggi il primo ministro, Andy Burnham, a una possibile svolta epocale.
Le parole di Burnham
Il premier britannico ha dichiarato che il suo programma di decentramento dei poteri rafforza le ragioni a favore dell’adozione di una Costituzione scritta per il Regno Unito, una riforma che cambierebbe profondamente il funzionamento dello Stato per come sviluppatosi nel corso dei secoli. Il primo ministro sostiene da tempo che il sistema politico britannico, da lui definito “obsoleto”, abbia bisogno di una trasformazione radicale affinché le opportunità siano distribuite in modo più equo su tutto il territorio nazionale.
In quello che potrebbe rappresentare un cambiamento storico, Burnham ha affermato che il programma di decentramento del suo governo – che prevede, tra l’altro, di attribuire ai leader delle regioni un controllo molto più ampio sulle risorse finanziarie – rafforza la necessità di un assetto costituzionale formalizzato. “Questo renderà ancora più forte la necessità di una Costituzione, perché la Gran Bretagna sta cambiando grazie a questo processo, e l’Inghilterra in particolare”, ha dichiarato. Secondo Burnham, il Regno Unito deve elaborare un modello di devolution chiaramente definito e valido per Galles, Scozia, Irlanda del Nord e per le regioni inglesi. “Alla fine, credo che tutto questo indichi la necessità di un nuovo assetto costituzionale fondato sull’impegno a garantire standard di vita equivalenti”, ha spiegato il premier.
Dalla Magna Carta al Bill Right
La monarchia costituzionale inglese è nata attraverso un duro scontro tra Re e Parlamento. Il 1215, il re Giovanni Senzaterra fu costretto dai baroni a firmare un documento che limitasse per la prima volta il potere assoluto del sovrano, stabilendo che anche il re è sottoposto alla legge e non può imporre tasse senza il consenso del consiglio del regno. Tra il 1642 e il 1649 lo scontro frontale tra Carlo I (che voleva governare da monarca assoluto) e il Parlamento guidato da Oliver Cromwell portò alla decapitazione del sovrano e alla temporanea nascita di una repubblica.
Con l’avvento degli Stuart, il 1669, nacque la monarchia costituzionale: prima di essere incoronati, i nuovi sovrani devono giurare fedeltà a questo testo fondamentale.