Oltre il ridicolo
Meno male che Bonelli c’è: l’ultima accusa a Meloni è di “climafreghismo” perché nell’Ue si parla di Ceuta invece che del caldo
Il co-leader di Avs imputa al presidente del Consiglio l'ondata di calura: ormai è un personaggio mitologico
Che Iddio benedica sempre Angelo Bonelli. Senza di lui, le torride e insopportabili estati sarebbero soporifere. E invece, l’Angelo caduto in volo, co-leader di Avs, è un potente triptofano che agisce ancora di più d’estate. Un alimentatore naturale di serotonina, più ancora del sole, che tra ilarità e serietà (quale?) ripete puntualmente un mantra che bisognerebbe mostrare, se fosse in vita, a Charles Darwin: il caldo e il cambiamento climatico nel mondo non fanno parte di alcuna ciclicità, né di emissioni di CO2, né degli eccessi del capitalismo, ma sono solo ed esclusivamente colpa di Giorgia Meloni. Il che derubrica la crisi di Ceuta a semplice banalità. Qui la questione è seria.
Il “climafreghismo”
Oggi, Angelo (per noi ormai è un amico..) ha accusato Meloni di “climafreghismo”, neologismo impeccabile. Invitandola a venire a vedere il Po immerso nella siccità. Il che basterebbe già per chiuderla qui. Bonelli, però, non merita un’archiviazione di due righe, ma un’assoluzione totale che è intrinseca a ciò che egli stesso scrive: “Ci troviamo di fronte a una crisi climatica drammatica: il fiume Po è quasi a secco. Io chiedo alla presidente del Consiglio Meloni, come ha fatto quando c’è stata l’alluvione in Emilia-Romagna, di venire qui, perché il climafreghismo uccide il futuro delle generazioni che verranno”. Un capolavoro inarrivabile. Mentre tutta l’Europa bolle, il Regno Unito raggiunge livelli record, la Francia e la Spagna nemmeno contano più gli ettari andati a fuoco per gli incendi, la colpa è di Chigi. Con le alluvioni si può intervenire, con la siccità che si fa? O la danza della pioggia o ventimila elicotteri che portano acqua…
Meloni-Elia?
Per Bonelli, Giorgia Meloni è come il profeta Elia, che prima invocò e ottenne dal Padreterno la siccità per punire l’idolatria di Acab e poi fece piovere per farla smettere. Quali idranti nascosti ci sono a Palazzo Chigi pronti ad entrare in azione? E perché questo “maledetto governo” non interviene con un decreto legge che porti le temperature almeno a cinque-sette gradi in meno? Forse non c’è la copertura finanziaria? Queste sono le cose su cui Bonelli dovrebbe insistere…
“Non piove, governo ladro”
Il merito di Bonelli è quello di avere sovvertito il detto popolare del “Piove, governo ladro” con l’accezione negativa. È il non piovere che è colpa di Meloni. E per questo, bisognerebbe batterla: già dal 2027 avremmo un’estate fresca, piogge intermittenti, mai più calure e notti infernali, l’umidità in calo, il Po che addirittura esonda.
Le colpe di Meloni che Bonelli dimentica…
In realtà di colpe Giorgia Meloni ne ha tantissime: la Nazionale che non è andata ai mondiali di calcio, la Ferrari che non vince un titolo da diciannove anni, Sinner che vince tutto ma non Parigi, i terremoti, gli spaghetti che non sono più gli stessi. Peccato che sia nata solo il 1977 e non abbia mai frequentato Firenze, perché anche sui delitti del Mostro, altrimenti, qualche riflessione la si potrebbe fare. E pure la “moria delle vacche”, che Totò descrive nella magistrale lettera con Peppino, è colpa di Giorgia.
Senatore a vita
Se potessimo rivolgerci al Capo dello Stato sommessamente gli chiederemmo solo una cosa: di nominare Angelo Bonelli senatore a vita. Avremmo così la sicurezza di non perderlo mai come parlamentare. Perché è una garanzia eterna di contrasto a questi tempi mesti e bui che affliggono l’umore. Domani farà caldo, Angelo, e Meloni non farà ancora niente. Insisti.