Cultura in briciole
Sfregio a Palazzo Strozzi, la sinistra fiorentina lo trasforma in una focacceria. FdI insorge: a quando un H&M al Bargello?
Dopo la ristorazione di lusso al Vittoriano di Roma, ora un nuovo bistrot la Fondazione Palazzo Strozzi ha scelto un nuovo gestore per il bistrot – che sarà operativo da fine settembre – dopo una selezione accurata (si dice). Resta il fatto che non c’è fine allo sfregio. Il progetto prevede colazione, pranzo e aperitivo, una proposta gastronomica ampia ispirata alla tradizione toscana e italiana e, soprattutto, non sarà incentrato sull’asporto. Magra consolazione, rispetto al fatto che, per decenni, la sinistra fiorentina si è proclamata custode rigorosa contro la mercificazione dell’arte. Poi è bastata una focaccia a favore di social per vederli capitolare. La solita doppia morale: puristi a parole, imprenditori scafati con la sbriciolona degli altri, nei fatti. O almeno, quando si presenta l’occasione…
A Firenze esplode il caso di Palazzo Strozzi che sgretola i tabù della sinistra
Del resto, la tendenza a trasformare i luoghi della storia in punti di ristoro sembra un vizio contagioso a sinistra: la vicenda fiorentina non richiama forse da vicino lo scempio denunciato a Roma dal vicepresidente della Camera Fabio Rampelli, imbattutosi nell’incredibile realizzazione di un bar-bistrot sui terrazzi del Vittoriano, a un passo dal sacello del Milite Ignoto?
La cultura? Evidentemente si fa a anche a colpi di schiacciatina…
Ma tant’è… Per mezzo secolo la sinistra salottiera fiorentina ci ha propinato solenni lezioni su come si custodisce l’immenso patrimonio culturale della città. Eppure oggi sembra che basti una schiacciatina fumante per veder crollare anche l’ultimo pilastro dell’ortodossia progressista. Così a smascherare l’incongruenza – se così blandamente vogliamo definirla – è Francesco Torselli, eurodeputato di Fratelli d’Italia, a margine dell’ennesima trovata: un punto ristoro d’assalto tra le mura di Palazzo Strozzi. Una vicenda su cui l’esponente di FdI affida a una nota un’amara e ironica constatazione: «Un’altro pilastro storico della sinistra fiorentina è crollato miseramente di fronte ad una schiacciatina alla sbriciolona. Da 50 anni ascoltiamo sermoni su come la salottiera sinistra fiorentina sia la sola capace di gestire l’immenso patrimonio culturale della nostra città». E invece?
Torselli: «La focacceria a Palazzo Strozzi smentisce 50 anni di sermoni della sinistra fiorentina»
Invece «oggi – prosegue Torselli – scopriamo che le rivoluzionarie idee per promuovere l’arte della nostra città, consistano nel mettersi a vendere schiacciatine fumanti a Palazzo Strozzi! Ricordo con piacere quando, da consigliere comunale, proposi di sfruttare il successo di Inferno di Dan Brown per promuovere percorsi a tema in città e fui tacciato di voler “svendere” e “svilire” il nostro patrimonio artistico al “mainstream”. Evidentemente hanno cambiato idea… Chissà che per portare un po’ di nuovi utenti, magari giovani, ora non si inventino anche un bel H&M al piano terra del Bargello, o uno store di MediaWorld al Museo dell’Accademia. Poi magari, se a Palazzo Vecchio hanno un po’ di tempo libero, ci spieghino anche come hanno scelto il ristoratore a cui assegnare lo spazio a Palazzo Strozzi…».
Draghi: «Bistrot a Palazzo Strozzi? Si invitino Fondazione e Gabinetto Viesseux in commissione»
Già, perché al netto delle recriminazioni ironiche e di polemiche amministrative, la vicenda travalica il mero colore politico locale, con il vicepresidente del Consiglio comunale, Alessandro Draghi, che a sua volta accoglie le perplessità del presidente del Gabinetto Viesseux, Riccardo Nencini, chiedendo una commissione congiunta con la Fondazione Strozzi per fare chiarezza: «Un momento di confronto con la governance e il concessionario è necessario e doveroso». E più approfonditamente spiega: «A questo punto mi faccio latore di una proposta: suggerisco al presidente della Commissione controllo Bambagioni e al presidente della Commissione cultura Burgassi di invitare i presidenti di Fondazione Strozzi e Gabinetto Viesseux in una prossima commissione congiunta per discutere del tema che sta facendo discutere e dibattere molti cittadini a Firenze».
Nella convinzione che, conclude Draghi, «trovare un momento di confronto tra la governance della fondazione, lo storico Gabinetto, il concessionario dello spazio attraverso il Consiglio comunale, è necessario e doveroso». E poi perché, quando le idee latitano e la sinistra cede alle lusinghe del commercio, non si può certo servire un’amara resa politica su un vassoio di salumi e brindare con uno spritz…