Il delitto in Puglia
Sedici anni fa il delitto di Avetrana: il dramma di Sarah Scazzi tra tribunali e ossessione mediatica
Per l'omicidio della quindicenne sono state condannate la cugina e la zia. Un caso che tenne incollata l'Italia davanti al televisore
Sono passati 16 anni dalla scomparsa, dal sequestro e dall’omicidio di Sarah Scazzi. La 15enne di Avetrana, in provincia di Taranto, sparì nel primo pomeriggio del 26 agosto del 2010 dopo essere arrivata, proveniente dalla sua abitazione, nella casa della zia Cosima Serrano e della figlia di quest’ultima Sabrina Misseri. Doveva andare al mare con la cugina. Il corpo venne trovato in un pozzo di campagna nella notte tra il 6 e il 7 ottobre successivi. Secondo quanto accertato era stata strangolata.
Lo zio, l’arresto e la verità processuale
In un primo momento fu lo zio Michele a essere sospettato dell’omicidio. Per gli investigatori il movente sarebbe stato legato a un’avances sessuale respinta dalla ragazzina. Misseri prima confesserà il delitto poi ritratterà, accusando la moglie e la figlia. Cosima e Sabrina, secondo i magistrati, uccisero la ragazza. Il movente fu individuato nelle forti gelosie e nei rancori di natura affettiva provati dalla cugina maggiore nei confronti di Sarah, legati in particolare alla figura di Ivano Russo, un giovane del posto frequentato da entrambe. Zio Michele ritratterà ancora confessando di essere stato lui il reale assassino, ma i giudici non gli crederanno.
La sentenza definitiva della Cassazione
Nel 2017 la Corte di Cassazione ha confermato per le due donne le condanne all’ergastolo per concorso in sequestro di persona e omicidio volontario comminate nei primi due gradi di giudizio. Michele Misseri, rispettivamente marito e padre di Cosima e Sabrina e zio della vittima, è stato condannato a 8 anni per occultamento di cadavere. L’uomo è uscito dal carcere l’11 febbraio del 2024. Il caso Scazzi è stato al centro di una miniserie televisiva intitolata ‘Qui non è Hollywood diretta da Pippo Mezzapesa e prodotta da Matteo Rovere, pubblicata in Italia sulla piattaforma Disney+. La vicenda, un dramma familiare molto intricato, ha tenuto banco per anni su giornali e soprattutto nei programmi televisivi che si occupa di cronaca, per i suoi continui colpi di scena e la grande esposizione dei protagonisti.
I dubbi su zio Michele e la convinzione di Franco Coppi
Cosima Serrano e Sabrina Misseri furono difese (gratuitamente) da Franco Coppi, il più autorevole penalista italiano. Più volte, Coppi ha manifestato l’amarezza per la decisione dei giudici di condannare all’ergastolo le due donne, ritenendo invece Michele Misseri il vero autore del delitto. Misseri, però, è stato assolto per l’omicidio e per il principio del ne bis in idem le sue confessioni non valgono a niente. Le due donne sono considerate detenute modello. Sabrina Misseri lavora all’interno del centro estetico del carcere e la madre in sartoria. Ma le richieste dei permessi premio sono sempre state respinte dai magistrati di sorveglianza.