Il nuovo Piano
Sanità nel Lazio, la rivoluzione di Rocca: “Trenta minuti per intervenire nell’urgenza, entro dodici ore il ricovero in reparto”
Nel Piano previsto l'obbligo per i privati accreditati di accettare i pazienti in urgenza. Il sistema operativo lavorerà h 24 per monitorare i risultati
“Stiamo costruendo un sistema nel quale l’informazione circoli insieme al paziente. Entro le 15 del giorno precedente dobbiamo essere in grado di sapere quali pazienti potranno essere dimessi il giorno successivo. Il posto letto dovrà tornare disponibile entro le 11 del mattino e almeno il 60 per cento dei ricoveri provenienti dal Pronto Soccorso dovrà essere effettuato entro le 14”.
Questi sono alcuni degli obiettivi fissati dal Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, relativi al nuovo piano per il flusso di ricovero, illustrato in una lunga intervista al quotidiano “Il Messaggero”.
Un provvedimento che sostituisce il precedente piano del 2022 e che aggiungere una nuova strategia per contrastare il sovraffollamento nei pronto soccorso ed eliminare le estenuanti attese in barella, creando un modello di gestione centralizzata. Il Piano, infatti, dà il via libera alla costituzione di un nuovo organo dentro ciascun ospedale: una centrale operativa h24 per la gestione dei posti letto. Si chiamerà “Toh” (Team Operativo ospedaliero). Monitorerà in tempo reale tutti i letti dell’ospedale per riassegnarli ai pazienti in attesa.
Basta processione di barelle ferme negli ospedali
Vietata la processione di barelle ferme davanti alla porta o dentro le ambulanze. Stop non solo ai pazienti bloccati in barella ma anche a quelli trasferiti. Per evitare che le ambulanze restino bloccate perché il Ps ha finito le barelle, ogni ospedale è obbligato a mantenere una dotazione propria di barelle che ne garantisca almeno 7 ogni 10 pazienti.
Un altro obbligo significativo è il pieno coinvolgimento della sanità privata accreditata, che è obbligata ad accettare i trasferimenti diretti dei pazienti dai Ps pubblici (coprendo almeno il 95% della loro disponibilità), senza poter rifiutarsi.
La rivoluzione per gli over 75
“Tra gli over 75, quasi tre pazienti su dieci che accedono al Pronto Soccorso hanno poi bisogno di un ricovero. Pensare di affrontare questa realtà semplicemente aggiungendo qualche barella nei Pronto Soccorso sarebbe una risposta vecchia a un problema nuovo” ha proseguito Rocca . “La scelta di fondo è netta: il sovraffollamento non può più essere considerato un problema del solo Pronto Soccorso. È lì che lo vediamo ma è l’effetto finale di criticità che si producono altrove: un posto letto che non si libera, un esame che tarda, una dimissione non preparata, la difficoltà di trasferire una persona verso la riabilitazione. Non vogliamo limitarci a governare meglio le codice. Vogliamo intervenire sulle ragioni che le producono” ha sottolineato il presidente della Regione Lazio.
“Presa in carico entro 30 minuti dal triage”
Il Piano consiglia che il paziente deve essere preso in carico dal triage entro 30 minuti dall’arrivo. “Dobbiamo superare quelle situazioni nelle quali una persona ha concluso gli accertamenti, è già stato deciso che deve essere recuperata, e tuttavia continua a restare per ore, qualche volta persino per giorni, all’interno del Pronto Soccorso in attesa di un letto. Se l’attesa supera le dodici ore, è previsto il coinvolgimento diretto anche del personale del reparto di destinazione”, ha puntualizzato Rocca.