La Cina liquida l'iniziativa
Reti mobili bloccate, l’esercitazione di Taiwan in caso di guerra con la Cina mette in allarme il Paese
La Repubblica popolare cinese ha provato a svilire il piano di deterrenza di Taiwan, descrivendolo come «poco più che teatro politico e un tentativo di risollevare il morale», ritenendo che non possano modificare quella che reputa come l'inevitabile riunificazione
Esteri - di Gabriele Caramelli - 10 Agosto 2026 alle 16:46
È iniziata la prima esercitazione di blocco delle reti mobili a Taiwan, un nuovo provvedimento di difesa civile avviato per preparare la popolazione alle possibili interruzioni delle comunicazioni in caso di guerra, attacchi informatici o catastrofi naturali. A riportarlo è stato il South China Morning Post, secondo cui la prima prova si è svolta oggi nella parte centrale dell’isola. Un’altra prova è stata prevista per giovedì a nord del Paese. La prova consiste in un taglio netto, per 30 minuti, della capacità delle reti 4G e 5G. Quest’ultima dovrebbe coinvolgere in totale circa 17 milioni di persone, che corrispondono al 73% dei cittadini totali. Le chiamate vocali, gli Sms e gli avvisi di emergenza restano però attivi, mentre quei servizi che derivano dalla connessione dati, dai pagamenti digitali all’home banking fino alle videochiamate, diventano temporaneamente inutilizzabili.
Reti mobili bloccate, la nuova esercitazione di Taiwan in caso di invasione o attacchi informatici
La prima prova ha però suscitato tante contestazioni: molti utenti hanno denunciato un decremento talmente forte da equivalere a un blackout di internet. L’esercitazione rientra nei nuovi piani di resilienza urbana promossi dalle autorità taiwanesi e come ha spiegato il premier, Cho Jung-tai, si tratta di «un rallentamento della rete, non di uno spegnimento di internet». Poi ha aggiunto che il fine ultimo è verificare la capacità del governo e della popolazione di proseguire ad operare in condizioni di forte limitazione delle comunicazioni e incoraggiare l’adozione di sistemi alternativi.
La Cina prova a liquidare la nuova iniziativa e rilancia sulla riunificazione
L’esercitazione è stata fortemente contestata dall’opposizione del Kuomintang, il partito nazionalista noto per essere favorevole a un riavvicinamento con Pechino. Secondo il deputato Ko Ju-chun, diminuire il volume della rete mobile a circa l’1% del livello normale equivale in poche parole a interrompere il servizio. «La vera resilienza delle comunicazioni significa che i sistemi di riserva entrano immediatamente in funzione quando la rete principale viene meno – ha affermato- . L’iniziativa dovrebbe verificare se questi sistemi funzionano, non se il governo è in grado di togliere internet alla popolazione». Dal canto suo, la Repubblica popolare cinese ha sminuito le esercitazioni come «poco più che teatro politico e un tentativo di risollevare il morale», ritenendo che non possano modificare quella che reputa come l’inevitabile riunificazione di Taiwan con la Cina.