Lettera di 5 pagine ai vertici
Ranucci e la discesa in politica: “Io non escludo niente”. E mentre Sigfrido attacca la Rai a sinistra c’è già chi lo corteggia
“Io non escludo niente”, risponde così Sigfrido Ranucci alla domanda posta nel corso di una intervista su La 7 su un suo possibile futuro in politica. Il giornalista Rai, che in mattinata ha smentito sui social il quotidiano La Repubblica sul caso della foto nel ristorante di Valter Lavitola e delle dichiarazioni della neo conduttrice Giulia Presutti (“Non le ho mai detto di andare da lui per motivi di lavoro. Ho saputo solo in seguito che è andata anche altre volte da sola per dei progetti di cui non sono stato mai messo a conoscenza”) lascia aperte possibilità e strade, quelle stesse di cui negli ultimi giorni si è parlato anche quando a sinistra c’è chi lo ha proposto come nome per le primarie del campo largo.
Fratoianni e Bonelli in pole position
E chi, come i leade di Avs Fatoianni e Bonelli, colgono la palla al balzo per parlare di Sigrido e pensare al futuro, seppur con cautela’: “le liste le faremo quando ci saranno le elezioni politiche. Quello che è successo è grave: la Rai esautora il conduttore di un trasmissione sgradita al governo. E dagli elementi che conosciamo Ranucci è una vittima” ha detto Fratoianni. E il verde Bonelli rilancia trasformando il giornalista in esempio di ‘disegno del governo Meloni di occupare l’informazione’.
Ranucci non commenta e non smentisce ma scrive alla Rai
Lui, Ranucci, non commenta ma, appunto non esclude mostrando una onestà intellettuale diversa da quella che in passato aveva caratterizzato altri conduttori oggi seduti tra i banchi a Bruxelles ma avevano smentito la discesa in politica fino alla presentazione delle liste.
E intanto promette battaglia ai vertici Rai per la scelta, definita “illegittima” di affidare ad altri giornalisti la conduzione di Report. In una lettera firmata dagli avvocati Roberto De Vita e Stefano Rossi, contesta la comunicazione ricevuta da viale Mazzini spiegando che la missiva ha valore “quale formale contestazione della predetta decisione datoriale e di ogni effetto dalla stessa derivante, della quale si contesta integralmente la legittimità, con espressa riserva di ogni azione, anche cautelare e d’urgenza”.
Richiesta di chiarimenti dopo la scelta di cambiare conduttore di Report
La richiesta di chiarimenti non costituisce “acquiescenza, accettazione o rinuncia ad alcun diritto”, poiché risultano “manifestamente insussistenti, in fatto e in diritto, le ragioni giustificatrici addotte a sostegno della rimozione”. Gli avvocati sottolineano che la decisione si fonda su “valutazioni di eccezionale gravità relative alla credibilità, all’autorevolezza, all’indipendenza e all’imparzialità professionale” senza che venga tuttavia indicato “alcun fatto specifico, concretamente accertato e al medesimo imputabile”.
E nel denunciare la gravità del fatto per cui “la vittima di un grave attentato viene ritenuto dal proprio datore di lavoro come responsabile di una presunta situazione di incompatibilità”, la difesa chiede di conoscere i fatti, le circostanze e la documentazione a comprova relativi alle asserite “continue pressioni”, “percezioni di opacità”, “commistioni” e “interferenze”, oltre ai nominativi dei soggetti responsabili e al nesso causale che avrebbe reso necessario l’immediato avvicendamento anziché misure organizzative diverse. Si sollecita inoltre l’ostensione degli atti decisionali, delle risultanze istruttorie e dei documenti posti a fondamento della determinazione aziendale.
Chiesta la sospensione del provvedimento. Chiederà un risarcimento?
E dopo aver chiesto di “sospendere, nelle more, gli effetti della determinazione comunicata e il decorso del termine di trenta giorni assegnato per l’esercizio dell’opzione”, annunciano anche di riservarsi la possibilità di opporsi nelle competenti sedi giudiziarie a tutela del diritto al ripristino delle funzioni e per il risarcimento di tutti i danni patrimoniali e non patrimoniali, “ivi compresi quelli alla dignità personale, alla reputazione professionale e all’immagine”.
Insomma non è escluso che chiedano i danni. Danni che senza dubbio non escludono un’azienda, quotidianamente bersaglio di attacchi, accuse e richieste, quasi a voler dimenticare che si tratta di un servizio pubblico e non di una impresa personale. Per sapere come andrà a finire bisognerà attendere i prossimi giorni, che di certo non risparmieranno nuove dichiarazioni.