In carcere da 70 giorni
Quindicenne detenuto a Malta, la denuncia del padre: “Vittima di un ricatto online”
Il ragazzo sarebbe stato adescato su una piattaforma di gioco online. Il 19 agosto si deciderà sull'istanza di libertà
Flavio Santoiemma, il ragazzino quindicenne detenuto da più di due mesi a Malta, accusato dalle autorità giudiziarie di procurato allarme ma anche di possesso di materiale pedopornografico, sarebbe stato vittima di un adescamento online. A denunciarlo è il papa del minore che vive sull’isola, insieme al resto della famiglia.
La denuncia del padre: “Vittima di un ricatto online”
La versione del genitore di Flavio è che il ragazzo sarebbe stato vittima di una grave trappola di adescamento e ricatto online (cyber-estorsione) nata all’interno della piattaforma di videogiochi Roblox.
Il ragazzo (residente a La Valletta con la famiglia) utilizzava la nota piattaforma di gaming. Qui sarebbe stato agganciato da una rete criminale di predatori online che, attraverso minacce e la condivisione forzata sul suo telefono di foto raccapriccianti, lo avrebbero sottomesso a un pesante ricatto psicologico.
L’allarme bomba
Sotto l’effetto di queste pesanti intimidazioni, sempre secondo la versione paterna, il giovane è stato costretto dai malviventi a compiere il gesto che ha fatto scattare l’arresto: inviare un falso allarme bomba alla sua stessa scuola.
Il monito dei pediatri
Roblox è una piattaforma complessiva online gratuita già finita al centro di critiche con l’accusa di scarsa prevenzione dei rischi per i ragazzini. Uno dei quali è proprio l’adescamento online. “Sono acque pericolose quelle della Rete, in cui i ragazzi navigano troppo spesso senza alcun controllo”. Lo ricorda Elena Bozzola, coordinatrice della Commissione dipendenze digitali della Società italiana di pediatria. “Gli adolescenti – continua Bozzola – appartengono di per sé ad una categoria molto fragile e a rischio di commettere azioni non opportune. A volte per ottenere approvazione o riconoscimento dal gruppo, a volte come risposta a periodi di isolamento, conflitti familiari o difficoltà emotive. Sono sempre più numerosi quelli che trascorrono molto tempo online senza un confronto con adulti di riferimento, pur con una scarsa alfabetizzazione digitale, ovvero non educati ai pericoli che si possono trovare online e a riconoscere tecniche manipolative”.
Il 19 agosto l’udienza
Il 19 agosto il tribunale di La Valletta deciderà se rimettere in liberta Flavio. La Farnesina si è mossa immediatamente e ieri l’ambasciatrice italiana si è recata in carcere per fare visita al ragazzo. Malta, paese evoluto e democratico, deve spiegare come sia stato possibile che un quindicenne trascorresse quattro notti in un istituto di pena per adulti, in condizioni assai pessime.