La Valle del Diavolo
Natura, storia e tecnologia: così la geotermia di Enel attira 60mila turisti all’anno
In Toscana si trova il più antico distretto geotermico al mondo: il Gruppo guidato da Flavio Cattaneo lo ha reso il più innovativo e ne ha fatto il fulcro di un sistema turistico che integra industria e sostenibilità
C’è una Toscana lontana dall’immaginario collettivo, in cui l’energia della natura produce insieme atmosfere oniriche e risorse concrete per il territorio. È quella che trova il suo cuore nella cosiddetta “Valle del Diavolo”, tra le province di Pisa, Siena e Grosseto, dove il calore della terra è fonte rinnovabile e motore turistico. Qui natura, storia e tecnologia si uniscono in un modello di sviluppo del territorio, intorno al distretto geotermico di Enel. Una realtà che riesce a produrre il 70% dell’energia rinnovabile e a soddisfare il 33% del fabbisogno elettrico della regione e, insieme, ad attirare oltre 60mila visitatori all’anno, in ogni stagione.
I percorsi integrati della “Valle del Diavolo”
I paesaggi lunari creati da fumarole, soffioni boraciferi, lagoni di acque bollenti e biancane sono integrati in percorsi che si snodano attraverso parchi naturali, borghi e presidi culturali come il Museo della Geotermia di Larderello e il MuBia di Monterotondo Marittimo, dando vita a un circuito virtuoso in cui l’antichissimo legame dell’uomo con le fonti geotermiche si rinnova in forme industriali e culturali all’avanguardia.
Cos’è la geotermia
La geotermia è l’energia che deriva dal calore naturale del sottosuolo terrestre, utilizzato per produrre elettricità tramite l’acqua riscaldata dalle rocce calde e portata in superficie, anche sotto forma di vapore. Una fonte rinnovabile, pulita e costante, 24 ore su 24, 365 giorni l’anno, che oltre alla produzione geotermoelettrica ora viene impiegata anche per il teleriscaldamento: 13mila utenti residenziali, in nove diversi Comuni della zona, sono serviti da questo sistema, che fornisce riscaldamento e acqua calda sanitaria anche ad aziende, negozi e 26 ettari di serre.
Il più antico e più innovativo distretto geotermico al mondo
Un servizio che contribuisce a fare del distretto geotermico toscano il più innovativo al mondo, sebbene sia anche il più antico. Complessivamente sono 34 le centrali geotermiche di Enel in Toscana, per un totale di 37 gruppi di produzione, che garantiscono quasi 6 miliardi di KWh. E contribuiscono ad alimentare un’importante filiera artigianale, agroalimentare e turistica, sostenuta da iniziative culturali che valorizzano questo connubio unico di natura e tecnica.
Il connubio tra produzione elettrica e turismo
Le centrali non sono soltanto impianti produttivi, ma anche tappe di un turismo industriale che racconta l’evoluzione della geotermia e il rapporto tra innovazione e territorio. È proprio questa integrazione tra produzione energetica, divulgazione e valorizzazione del paesaggio ad aver contribuito a trasformare l’area in una destinazione capace di richiamare decine di migliaia di visitatori.
Enel al servizio del territorio
Luoghi di straordinario fascino, come il Parco delle Biancane a Monterotondo Marittimo, o il Parco delle Fumarole a Sasso Pisano, sono diventati così parte di un sistema territoriale il cui valore è riconosciuto anche dall’Unesco, che di recente ha approvato un ampliamento della zona certificata. Il risultato è stato possibile grazie alla collaborazione tra il Tuscan Mining Unesco Global Geopark ed Enel, società del Gruppo guidato da Flavio Cattaneo. Una collaborazione che punta a creare un territorio unico e fruibile nella sua identità geologica, nel segno della sostenibilità e della valorizzazione dell’area geotermica nella sua interezza.
Il Festival delle Colline Geotermiche e gli altri eventi
Accanto alla promozione dell’unicità naturale di questi luoghi cresce anche la dimensione culturale, in particolare con il Festival delle Colline Geotermiche, una rassegna di rilievo nazionale che porta teatro, musica e arti nei Comuni dell’area, trasformando paesaggi naturali e industriali in palcoscenici. Così come cresce il turismo degli sport outdoor, come l’escursionismo o il cicloturismo, rispetto al quale si segnalano manifestazioni come la Green Fondo Paolo Bettini e la GeoGravel Tuscany.
Un modello oltre la transizione energetica
Quello della geotermia di Enel è dunque un modello in cui cultura, sport, sostenibilità ed economia locale si integrano con una filiera enogastronomica alimentata dal calore della terra, dallo slow food geotermico alla birra, che ha una sua kermesse dedicata: “Vapori di Birra”. Un esempio concreto di come la transizione energetica possa diventare un vero e proprio ecosistema che genera bellezza, attenzione verso arte e cultura, identità e nuove opportunità di sviluppo per le comunità locali.