La guerra non è finita
Missili russi su Kiev, 12 morti. Un drone precipita in Romania, la Polonia schiera i caccia nei cieli
Sette vittime nel palazzo sventrato nel distretto di Solomianskyi. Colpiti anche una scuola e un ospedale pediatrico. La risposta è dura: 250 droni verso Mosca
Kiev si è svegliata (ancora) tra le fiamme, i palazzi sventrati e le sirene delle ambulanze. Una nuova offensiva russa con missili balistici e droni ha ucciso almeno dodici persone e ne ha ferite quaranta nella capitale ucraina. Il bilancio, ancora provvisorio, comprende sette vittime nel distretto di Solomianskyi, dove i piani superiori di un edificio residenziale di nove piani sono stati distrutti. Il sindaco Vitali Klitschko ha proclamato per venerdì una giornata di lutto.
«Si è trattato di un attacco di vasta portata: i russi si erano preparati a lungo, combinando diversi tipi di missili balistici, missili da crociera e droni, con l’obiettivo di causare il maggior danno possibile alle infrastrutture civili. Si registrano danni a Kiev e nella regione, così come nelle regioni di Odessa e Chernihiv», scrive su X il leader ucraino Volodymyr Zelensky. «Nella capitale, sono stati danneggiati edifici residenziali, tra cui un grattacielo i cui piani superiori sono stati distrutti, oltre a un ospedale pediatrico e una scuola. Le operazioni di soccorso e assistenza sono tuttora in corso».
Ucraina in fiamme e novantamila case senza luce
Le esplosioni — più di una dozzina secondo un testimone — hanno scosso diversi quartieri nelle prime ore di giovedì. I soccorritori hanno lavorato per spegnere gli incendi, evacuare gli abitanti e cercare eventuali superstiti sotto le macerie. Sono stati danneggiati magazzini, strutture non residenziali, una scuola e un ospedale pediatrico. Un’altra persona è morta nella regione che circonda la città.
La compagnia energetica DTEK ha riferito che circa novantamila abitazioni sono rimaste senza elettricità. In mattinata la fornitura era stata ripristinata in oltre la metà delle utenze coinvolte. È la solita anatomia dei bombardamenti russi: obiettivi rivendicati come militari, quartieri civili costretti a contare morti, finestre infrante e ore trascorse nei rifugi.
Mosca sostiene di aver centrato impianti per la produzione di componenti destinati ai droni, un deposito militare, e un centro logistico. La versione del ministero della Difesa russo non è verificabile in modo indipendente; resta però il dato visibile dei piani residenziali crollati e delle strutture pubbliche investite dal fuoco.
La guerra entra ancora nello spazio della Nato
L’ondata lanciata contro l’Ucraina ha fatto scattare l’allarme anche oltreconfine. Alle 3:21 un drone non identificato è penetrato nello spazio aereo romeno, circa tredici chilometri a est di Galati, per poi precipitare in una zona disabitata nei pressi di Grindu, nella contea di Tulcea. L’impatto ha provocato un incendio, spentosi autonomamente, fortunosamente senza causare vittime, né danni materiali.
Bucarest aveva fatto decollare due F-18 dell’Aeronautica spagnola, presenti in Romania nell’ambito delle missioni Nato, e inviato un elicottero IAR-330 per la ricognizione. La Moldavia ha segnalato a sua volta l’attraversamento del proprio spazio aereo da parte di un velivolo senza pilota.
Anche Varsavia ha attivato le procedure di sicurezza. Il Comando operativo polacco ha mobilitato l’aviazione militare e posto in stato di allerta i sistemi terrestri di difesa e ricognizione radar, soprattutto nelle regioni confinanti con l’Ucraina. Misure preventive, precisa la Polonia. Ma quando tre Paesi europei devono sorvegliare i cieli durante una sola notte di bombardamenti, il rischio di contagio del conflitto non è più un’ipotesi teorica.
Kiev risponde: 250 droni verso Mosca
La replica ucraina è arrivata in profondità nel territorio russo. Per il sindaco di Mosca Sergei Sobyanin, tra mercoledì sera e giovedì mattina 250 droni si sono diretti verso la regione della capitale. «La maggior parte è stata distrutta a notevole distanza», ha scritto sulla piattaforma Max, aggiungendo che ventotto velivoli sono stati abbattuti nell’oblast di Mosca, stando a ciò che riporta la Tass.
Mentre il cielo diventa il vero fronte della guerra, la diplomazia resta ferma. Zelensky ha consegnato agli emissari americani Steve Witkoff e Jared Kushner nuove proposte e continua a chiedere missili intercettori. Mosca, tramite Maria Zakharova, assicura di essere disponibile a incontrarli in tempi brevi. Per ora, però, a parlare sono ancora le armi.