Il videomessaggio
Meloni accarezza la Balena Bianca: “I valori della Dc sono al centro della nostra azione. Noi avanti fino alla fine”
“Onoreremo fino all’ultimo il mandato che gli italiani ci hanno affidato quattro anni fa”. Niente sconti alla sinistra, dalla premier Giorgia Meloni: in un videomessaggio inviato al convegno “Il partito italiano, dalla Dc a Berlusconi e Meloni”, svoltosi a Saint Vincent, la presidente del Consiglio ha escluso elezioni anticipate o scorciatoie per il voto. L’interesse nazionale prima di tutto.
“Ci sono domande profonde che attraversano le generazioni e a cui anche noi siamo chiamati a rispondere- Oggi come ieri gli italiani chiedono a chi li rappresenta di difendere l’interesse nazionale in Europa e nel mondo. Chiedono di costruire uno Stato amico della famiglia, alleato di chi lavora e produce, intransigente con chi non rispetta le regole, attento ai più fragili, meritocratico. Questa è la visione che tiene unito il centrodestra e il mandato che gli italiani ci hanno affidato quattro anni fa e che onoreremo fino all’ultimo”. Meloni infiamma i moderati, richiamandone le origini, quelle della Balena Bianca poi “sezionata” in piccoli pezzi dalla politica post-tangentopoli, ma mai smarritasi nei valori fondanti.
Meloni e l’omaggio alla cultura democristiana
L’evento di ottobre a Saint-Vincent, oggi rilanciato soprattutto da Gianfranco Rotondi, ha radici nella Prima Repubblica: lì si riuniva annualmente Forze Nuove, la corrente della sinistra sociale della DC guidata da Carlo Donat-Cattin. Erano incontri nazionali di elaborazione politica che spesso contribuivano a impostare l’agenda autunnale della Democrazia Cristiana.Negli ultimi anni Rotondi ne ha fatto una convention annuale dell’area democristiana, popolare e moderata, con esponenti del centrodestra e personalità provenienti dalla tradizione della Prima Repubblic
“L’appuntamento di Saint Vincent “è diventato un punto fermo della politica italiana. Ha attraversato la Prima e la Seconda Repubblica, ha visto nascere e tramontare partiti, leader, leggi elettorali, legislatura. In tutti questi anni ha custodito una cultura politica nella quale la maggioranza degli italiani si è riconosciuta per molto tempo”, ha detto oggi la premier nel suo video-messaggio, applauditissimo.
Poi Meloni ha voluto precisare. “Io non vengo da questa storia non ho la pretesa di raccontarla meglio di chi l’ha vissuta, ma la Dc è stata per decenni il partito di governo per eccellenza, il più duraturo della storia repubblicana e ho imparato che la sua forza veniva dalla capacità di rappresentare un grande blocco popolare. Un blocco popolare che voleva stare in Occidente, dalla parte della libertà, della democrazia, in anni in cui una parte importante della politica italiana invece guardava altrove, verso modelli che promettevano uguaglianza e producevano oppressione”.
Il richiamo al centrodestra che ha accolto i moderati cattolici
“Quando la Dc è finita i suoi eredi hanno preso strade diverse. Gianfranco nel suo libro racconta quella di chi ha scelto il centrodestra e l’ha chiamata con una formula felice il ‘partito italiano’. Un mondo che ha cambiato forma ma che è rimasto il punto di riferimento di tanti italiani popolari, conservatori, patriottici e liberali e anche grazie a loro che la coalizione di centrodestra nata più di trent’anni fa oggi esprime il governo più longevo della storia della Repubblica”, sono state le parole della Meloni. Che poi ha concluso. “Come sempre, quando all’orizzonte ci sono le elezioni politiche si torna a parlare di centro, di spazi da occupare, di nuovi contenitori politici, ma io credo che il centro non sia un luogo dove stare a metà strada. È una cultura fatta di famiglia, lavoro, libertà, senso dello Stato e noi quella cultura l’abbiamo messa al centro dell’azione di governo”.
Visualizza questo post su Instagram