Realtà vs retorica
Migranti, sui Cpr Torselli suona la sveglia a Giani: i veri luoghi di “detenzione impropria” sono i centri delle nostre città
Migranti e Cpr continuano a rivelarsi terreno di scontro e pietra di un dibattito che, nell’opporre logica e pragmatismo politico del governo e retorica ideologica opposta dalla sinistra, animano il dibattito in corso. Sì perché sul tema della gestione dei flussi di migranti, e le annesse declinazioni sulla sicurezza, dem e compagni continuano a brancolare nel buio e a rimestare polemiche strumentali grattando il fondo del barile demagogico. E dimostrando, ancora una volta, di puntare sempre e comunque sulla propaganda piuttosto che alla concretezza dei fatti.
L’ennesima dimostrazione arriva in queste ore dalla Toscana, dove il presidente Eugenio Giani ha bollato i Centri per il Rimpatrio come luoghi di «detenzione impropria». Una presa di posizione non nuova a sinistra, si sa, almeno quanto avulsa dalla realtà. E che di certo, comunque, non prevede risposte alternative cogenti alle problematiche che insorgono dal combinato disposto tra dovere di accoglienza e sicurezza. Così, tra logori slogan e soliti refrain dem, la replica arriva oggi con la ferma e immediata risposta di Fratelli d’Italia, attraverso le parole di Francesco Torselli, parlamentare europeo di Fratelli d’Italia-Ecr, che assesta al governatore della Toscana in quota Pd l’ultima sferzata.
Migranti, Cpr e sicurezza: Torselli replica a Giani
«Giani definisce i Cpr luoghi di “detenzione impropria”. Una lettura ideologica che dimostra ancora una volta come la sinistra preferisca negare il problema dell’immigrazione irregolare, anziché affrontarlo». Puntualizzando anche: «I luoghi di “detenzione impropria” per i migranti irregolari esistono già in Toscana: non sono i Cpr –rilanciati come strumento di contrasto all’immigrazione irregolare in Toscana dall’onorevole Donzelli in questi giorni –. Ma i centri e le periferie delle nostre città, dove queste persone, troppo spesso, finiscono ai margini. E in alcuni casi spacciano e delinquono».
«Cpr? I veri luoghi di “detenzione impropria” sono i centri delle nostre città»
Non solo. L’eurodeputato ha poi voluto chiarire la natura e la funzione istituzionale di queste strutture, troppo spesso dipinte dalle opposizioni come veri e propri spauracchi sanzionatori. Pertanto, riportando tema e dibattito sui binari della realtà, Torselli aggiunge anche: «I Cpr non sono carceri, ma strutture previste dalla legge per consentire l’identificazione e il rimpatrio di chi non ha titolo per rimanere in Italia. Opporsi anche a questo strumento significa, di fatto, accettare che chi entra illegalmente nel nostro Paese possa rimanere senza che lo Stato riesca a far rispettare le proprie regole».
Migranti e Cpr, logica politica e pragmatismo vs retorica e ideologia
E ancora: «Capiamo – prosegue l’esponente di FdI – che Giani debba obbedire ai dettami di Avs e del Movimento 5 Stelle, che ha voluto in giunta, ma la sicurezza dei cittadini toscani vale più degli equilibri politici e delle obbedienze di partito della sua maggioranza. Per Fratelli d’Italia la strada è chiara: accoglienza e integrazione per chi ne ha diritto. Rimpatrio per chi non ha titolo a restare».
Insomma, tirando le somme sembra che tra le pressioni degli alleati radicali e la tutela dei cittadini, il governatore della Toscana scelga ancora una volta gli equilibri di palazzo. Ma per Fratelli d’Italia il confine tra legalità e caos rimane un terreno che non può diventare una terra di nessuno.