Altro che balle...
Dublinanti, Piantedosi: solo 3 in 2 mesi. Donzelli: Cpr anche dove le Regioni non vogliono. E spianano l’opposizione su tutta la linea
Migranti, dublinanti: altro che balle… Il castello di carte eretto dalla sinistra rischia ormai di cadere al primo soffio di vento. O meglio: sotto l’onda d’urto di numeri e argomentazioni che il governo sta sbugiardando con cifre e fatti che demoliscono in un sol colpo la narrazione dell’opposizione sul tema dei migranti e dei “dublinanti”. Sì, perché l’opposizione, pur di attaccare il governo guidato da Giorgia Meloni, è arrivata persino ad esultare di fronte al paventato rischio che l’Italia venisse sommersa dai rientri dal resto d’Europa. Una narrazione surreale, buona solo per la propaganda, che viene totalmente smontata, in particolare, dalle parole del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, e del responsabile organizzativo di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli.
Migranti e dublinanti, Piantedosi: dall’opposizione polemiche sterili
A fare chiarezza sulla reale portata del fenomeno è innanzitutto il titolare del Viminale. Piantedosi infatti, in un’intervista all’Ansa, ha bollato come «polemiche sterili» le accuse sul presunto legame tra la sospensione di Schengen alla frontiera con la Spagna e la questione dei rientri: «La reintroduzione dei controlli alla frontiera con la Spagna non ha alcuna attinenza con i possibili preannunciati rientri dei “dublinanti” in Italia. Sono questioni completamente distinte. Si può sostenere il contrario solo per strumentalizzare e fare un po’ di propaganda». Non solo. Perché il ministro ha poi demolito anche l’allarmismo della sinistra sciorinando i dati reali.
I fatti? «Solo in 3 si sono presentati in Italia»…
E asserendo con certezza: «Alcuni esponenti della nostra opposizione, pur di immaginare qualcosa che vada contro le nostre politiche, hanno esultato per l’ipotetica prospettiva che l’Italia sia in futuro sommersa dall’invio di molti dublinanti. Ma le dò un numero: su circa 50 richieste che finora ci sono pervenute, solo tre persone risultano essersi effettivamente presentate in Italia. Tre persone in due mesi: vale a dire, se continua così, si parla di una media di venti persone all’anno».
Migranti, Donzelli: «Orgoglioso che Meloni abbia interrotto Schengen con la Spagna»
E ancora. Sulla stessa linea d’onda, dal Caffè della Versiliana, si colloca Giovanni Donzelli, che ha rivendicato con orgoglio la fermezza dell’esecutivo nella difesa dei confini nazionali e della sicurezza dei cittadini. Oltretutto, sulla decisione di ripristinare i controlli con Madrid dopo i fatti di Ceuta, Donzelli non ha usato mezzi termini, affermando: «È stato necessario interrompere Schengen con la Spagna? Non solo dico di sì, ma sono orgoglioso che l’abbia fatto immediatamente. E mentre la sinistra diceva: “Vergogna, un intervento inutile”, sono arrivati i servizi segreti a dare le informazioni che tramite Ceuta si rischiava che arrivassero i terroristi internazionali».
Dublinanti: «80mila trasferimenti da altri Paesi Ue evitati grazie alla premier»
«Il problema qual è? – incalza a questo punto Donzelli – che la sinistra italiana, quando c’è da difendere l’Italia, se ha un dubbio non pensa a difendere l’Italia. Il loro obiettivo, prima di difendere l’Italia, è attaccare la Meloni. Ma la premier ha fatto bene a difendere i confini italiani, perché difendere i confini italiani è difendere il popolo italiano», ha aggiunto l’esponente FdI. E non è ancora tutto. Perché Donzelli ha anche ricordato la svolta impressa dall’esecutivo Meloni sul contrasto alle imposizioni europee rispetto agli anni dei governi di sinistra.
«Prima dell’arrivo di Giorgia Meloni al governo l’Italia si riprendeva decine di migliaia di migranti di primo approdo arrivati in Italia che si erano ridistribuiti nel resto d’Europa. Quando le nazioni li rimandavano, l’Italia li doveva riprendere. Arrivata Giorgia Meloni al governo ha detto: “Fermi tutti, io non li riprendo più”». e non a caso, come ricorda Donzelli, «sono 80mila le persone che il resto d’Europa in questi anni voleva rimandare in Italia: e ne sono arrivati zero grazie a Giorgia Meloni».
Migranti, Donzelli: «Faremo Cpr anche dove le Regioni non vogliono»
Infine, sul fronte della realizzazione delle strutture necessarie alla gestione dei rimpatri, l’esponente di FdI tira dritto e rilancia: «Faremo i Cpr anche dove le Regioni non vogliono. Con buona pace della sinistra, li faremo anche in Toscana». I numeri e la determinazione dell’esecutivo confermano dunque il cambio di paradigma: la tutela dell’interesse nazionale non è più negoziabile.