A Genova
Meglio la cella della fidanzata, evade in piena notte e bussa al portone del carcere: “Arrestatemi, voglio un po di pace”
L'uomo, pur di non stare più con la ragazza, è andato a piedi fino a Marassi e si è consegnato agli agenti
Prima ha litigato con la compagna con cui condivide “forzatamente” la casa perché agli arresti domiciliari. Poi, si è presentato in piena notte davanti al carcere di Marassi a Genova per chiedere di essere arrestato perché solo in cella avrebbe “trovato un po’ di pace”. Una richiesta che il pubblico ministero Federico Panichi non ha potuto fare altro che accogliere visto che, tecnicamente, l’uomo è evaso.
Ha sbattuto i pugni per farsi aprire
L’uomo, un marocchino di 38 anni, si è presentato la scorsa notte davanti all’istituto penitenziario e ha iniziato a sbattere i pugni contro il grande portone di ferro per farsi aprire. Gli agenti gli hanno aperto e hanno ascoltato il trentottenne. E’ stato lui stesso a spiegare di essere ai domiciliari da maggio in un appartamento nel quartiere Cep che condivide con la compagna. Ieri sera tra i due è scoppiata una lite e lui ha deciso di evadere per cercare un po’ di tranquillità in cella. Dopo gli accertamenti è stato effettivamente condotto in carcere e il pubblico ministero ha aggravato la misura cautelare.
L’arresto per evasione e a piedi fino a Marassi
Gli agenti di guardia della casa circondariale hanno capito la situazione e hanno immediatamente allertato le pattuglie per procedere con l’arresto ufficiale del soggetto per il reato di evasione flagrante.
Invece di fuggire per far perdere le proprie tracce come accade nella quasi totalità delle evasioni, il soggetto è uscito di casa con un obiettivo preciso: la Casa Circondariale di Genova Marassi. Ha percorso la strada fino a raggiungere il grande portone d’ingresso del penitenziario in piena notte.
Le contestazioni di reato
Il magistrato di turno disporrà l’aggravamento della misura cautelare. Essendo venuti meno i presupposti di idoneità della convivenza, la richiesta paradossale dell’uomo verrà quasi certamente esaudita con il trasferimento definitivo in una cella del carcere.