Il bilancio positivo
Lollobrigida: “Il successo dell’agroalimentare italiano è merito di chi custodisce il territorio e tiene vive le nostre comunità rurali”
Tanti i temi affrontati dal Ministro dell'Agricoltura nel corso di una intervista online. Ha parlato delle misure di sussidiarietà messe in campo dal governo per aiutare gli indigenti, dell'energia, della lotta contro la peste suina e della tutela del settore primario in Ue
«Il successo dell’agroalimentare italiano nasce prima di tutto dal lavoro di chi, ogni giorno, produce qualità, custodisce il territorio e tiene vive le nostre comunità rurali». A dirlo è stato il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, in un’intervista al Sussidiario.net, sottolineando che «agricoltori, allevatori, pescatori e imprese sono un patrimonio che il governo ha scelto di rimettere al centro delle politiche nazionali ed europee. Non è un caso se oggi l’Italia è prima in Europa per valore aggiunto agricolo ed esporta prodotti agroalimentari per 74,5 miliardi di euro». Inoltre, il titolare del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste dello Stato italiano ha tenuto a precisare che «il 6 agosto scorso la Camera ha approvato in prima lettura il Coltivaitalia, un provvedimento che ho fortemente voluto con cui investiamo oltre un miliardo di euro aggiuntivo per rafforzare le filiere strategiche, sostenere l’allevamento, rilanciare l’olivicoltura, favorire il ricambio generazionale e investire nella ricerca».
Lollobrigida: «Il governo ha rimesso al centro l’agricoltura, primi in Europa con esportazioni»
Quanto alla crisi in Medio Oriente, il ministro ha spiegato ciò che sta facendo il governo per tutelare il mercato dei prodotti italiani: «Quando aumentano i costi dell’energia, dei fertilizzanti o dei trasporti, la prima conseguenza ricade sulle imprese agricole e, successivamente, sulle famiglie. Per questo abbiamo agito sia in Europa sia in Italia. Abbiamo sostenuto il nuovo regolamento europeo sul caro fertilizzanti, ottenuto il rafforzamento della riserva di crisi della Pac e destinato ulteriori risorse nazionali per contenere l’aumento dei costi di produzione, mantenendo inoltre un’agevolazione sul gasolio agricolo che non ha eguali in Europa». Ma non finisce qui, perché il governo Meloni «ha investito nel settore primario quasi 17 miliardi di euro. In un mondo che cambia, instabile, l’unica via per dare corpo al concetto di sovranità alimentare, che significa sicurezza nazionale, è rendere la nostra agricoltura più forte e competitiva».
Come ha ricordato Lollobrigida, a proposito del rialzo dell’energia, «seguiamo quotidianamente l’evoluzione dei mercati energetici e delle materie prime, perché sappiamo che ogni aumento dei costi di produzione rischia di riflettersi sui prezzi pagati dalle famiglie. In questi anni abbiamo dimostrato di saper intervenire nelle fasi di emergenza, ma abbiamo anche scelto di affrontare le cause strutturali della competitività del settore».
Gli accordi Ue e la tutela del settore primario
Sugli accordi firmati dall’Ue, a partire dal Mercosur fino ad arrivare a quelli con India e Australia, Francesco Lollobrigida ha affermato che «l’Italia è una grande potenza esportatrice, non può essere contraria all’allargamento dei mercati. Ovviamente l’allargamento delle possibilità commerciali non deve andare a discapito del nostro tessuto produttivo. Il principio che difendiamo, e lo abbiamo fatto in Europa con il Mercosur, è semplice: la reciprocità. Non chiediamo privilegi per le nostre imprese, chiediamo che chi esporta nel mercato europeo rispetti le stesse regole che vengono imposte ai produttori italiani ed europei».
Poi, a difesa del settore primario, ha tenuto a ribadire che «fino a quando ci sarà questo Governo, i nostri agricoltori devono sapere che saranno tutelati. La Commissione europea aveva proposto un taglio del 22% delle risorse destinate al settore primario. Ci siamo opposti, e non solo abbiamo evitato il taglio dei fondi, ma abbiamo ottenuto un miliardo in più in bilancio».
I sussidi del governo Meloni per gli indigenti e il tema della peste suina
In ottica di sussidiarietà, il ministro dell’Agricoltura ha spiegato che «il Terzo settore svolge un ruolo importantissimo: stare vicino alle fasce più deboli della popolazione e lavorare perché nessuno rimanga indietro. È un alleato prezioso delle istituzioni perché conosce i bisogni delle persone e interviene con tempestività, spesso dove il pubblico da solo non riuscirebbe ad arrivare. Per questo abbiamo aumentato la dotazione strutturale del Fondo Indigenti, portandolo da 5 milioni a 55 milioni di euro. La distribuzione di prodotti alimentari può contare oggi su una collaborazione forte con le istituzioni».
Inoltre, «abbiamo confermato nella Legge di bilancio la misura Carta Dedicata a te, la carta per l’acquisto di beni alimentari di prima necessità rifinanziata con un miliardo di euro per il biennio 2026-2027 (500 milioni annui), garantendo un sostegno concreto al potere d’acquisto delle famiglie con Isee inferiore ai 15.000 euro e, di riflesso, alla domanda di prodotti agroalimentari italiani». Per concludere, Lollobrigida ha affrontato anche il tema della peste suina «è una sfida che va affrontata con rigore scientifico, tempestività e responsabilità istituzionale. Non servono allarmismi, ma strumenti efficaci e una piena collaborazione tra governo, regioni, servizi veterinari e mondo produttivo. Il Commissario Filippini sta facendo un ottimo lavoro e la malattia è in regressione».