Affermazione con oltre il 52%
L’Islanda dice no all’Unione europea: al referendum bocciata la ripresa dei negoziati di adesione
L’Islanda resta fuori dall’Unione europea: lo afferma la televisione pubblica Rvu dando per prima l’esito del voto del referendum sulla riapertura del negoziato di adesione all’Unione Europea, interrotto da 13 anni. Secondo i media dopo 190mila schede scrutinate, il ‘‘No” ha vinto, con il 52,5% dei voti, al referendum sulla ripresa dei negoziati di adesione con l’Ue. Significa che 99.037 persone hanno votato “no” e 89.459 “sì”. L’affluenza alle urne è stata altissima, secondo quanto riportato da Ntb. Dato l’esito che emerge dalle urne, il tema dell’adesione alla Ue non tornerà sul tavolo almeno fino alla fine dell’attuale legislatura, ovvero fino al 2028.
Il governo e il sostegno al sì
Il governo di Eeykjavik aveva presentato il piano di adesione come un’occasione da non perdere, “ora o mai più”, e il primo ministro islandese Kristrun Frostadottir aveva dichiarato agli elettori che un “no” avrebbe messo da parte ogni speculazione sull’Ue. I sostenitori del “Sì” hanno sostenuto che l’adesione alla Ue avrebbe potuto attenuare gli alti tassi di interesse e offrire maggiore sicurezza in un mondo sconvolto dalla guerra in Ucraina e dalla retorica del presidente statunitense Donald Trump sull’annessione della Groenlandia. I sostenitori del “no” affermavano che l’adesione all’Ue avrebbe minacciato la sovranità dell’isola e le sue acque di pesca.
La prima domanda presentata nel 2009
L’Islanda ha presentato per la prima volta domanda di adesione all’Ue nel 2009, quando una crisi finanziaria colpì l’economia del paese. Un governo euroscettico interruppe i negoziati nel 2013.
Il governo di centrosinistra del primo ministro Kristrún Frostadóttir aveva promesso di indire un referendum entro il 2027, ma il voto è stato anticipato a causa delle tensioni internazionali, tra cui le affermazioni del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump sull’annessione della Groenlandia. Tuttavia, il dibattito nella nazione insulare di quasi 400.000 abitanti si è concentrato più sul settore della pesca che sulle questioni di sicurezza. Già parte del mercato unico dell’Ue e dell’area Schengen, l’adesione all’Unione europea porterebbe l’Islanda nell’unione doganale e, in seguito, nell’euro.