La svolta da settembre
La rivoluzione culturale si fa in classe, il governo Meloni fa scuola. Valditara a Rimini illustra tutte le novità
Il ministro al Meeting: "Nella legge di bilancio chiederò non solo che il buono scuola venga istituzionalizzato per sempre una volta per tutte, ma anche che ci sia qualche risorsa in più"
Il primo settembre si avvicina, l’inizio dell’anno scolastico è alle porte e si preannuncia un’autentica rivoluzione culturale. Dal debutto ufficiale dell’intelligenza artificiale a quello delle nuove indicazioni nazionali, ovvero i programmi, nel primo ciclo di istruzione passando per lo psicologo gratis on-demand, i controlli con il metal detector nei contesti più a rischio e il consenso informato per le attività di educazione sessuale: sono solo alcune delle novità che il mondo della scuola si prepara a veder applicate nei prossimi mesi. E ancora: divieto dell’uso degli smartphone in ogni ordine e grado. La nuova scuola del governo Meloni è stata protagonista al meeting di Rimini dove il ministro dell’istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ne ha parlato diffusamente al convegno “Il coraggio di educare. Ricostruire l’alleanza tra scuola e famiglia”.
Valditara: dal 1 settembre parte rivoluzione culturale con le Indicazioni nazionali
“Con il nuovo anno scolastico partono le nuove Indicazioni nazionali e sono un’autentica rivoluzione culturale”. Il ministro passa in rassegna il mutamento di prospettiva che il governo ha voluto operare: “Abbiamo ribaltato tanti luoghi comuni e tanti pregiudizi, a mio avviso anche ideologici. Per esempio, abbiamo ridato centralità alla storia dell’Occidente: il che non significa sminuire o disprezzare le altre culture, le altre storie, sia ben chiaro. Ma essere consapevoli che noi abbiamo espresso una civiltà di carattere universale che ha dato al mondo valori fondamentali per lo sviluppo dell’umanità. I valori di centralità della persona, democrazia, libertà sono nati e si sono sviluppati, si sono raffinati in Occidente”.
Perché il latino alle medie
“Pensate all’importanza della buona fede, dell‘humanitas, quei valori che sono nati attorno a tre grandi poli: Atene, Roma, Gerusalemme. Ecco perché ho voluto che si leggesse anche la Bibbia. Sarà consigliata la lettura anche per le scuole superiori, insieme con l’Odissea, con l’Eneide, ovviamente i Promessi Sposi e il nostro Dante”. Dalle opere fondanti all’italiano, “è importante aver rimesso al centro la grammatica e la sintassi contro lo spontaneismo espressivo, perché ritengo sia importante la cultura della regola” ha ribadito il ministro. Evidenziando che “saper parlare bene e scrivere bene nella nostra lingua è fondamentale per avere rapporti corretti con gli altri. La calligrafia e quindi il corsivo, che ritornano nelle nuove Indicazioni nazionali, non sono cose banali”. Così come non è cosa banale -tutt’altro- il latino alle medie. “Perché il latino insegna a ragionare ed è una testimonianza anche di quei grandi valori”.
Dalla musica alla geografia
La storia della musica classica a partire dalla scuola elementare è un altro tassello di un discorso più ampio: “Importante perché insegna la bellezza, insegna la sensibilità, insegna anche a riconoscere un grande patrimonio culturale che ci appartiene. Così come la conoscenza della storia dei nostri Comuni, dei monumenti dei nostri Comuni, per garantire un’appartenenza ai territori e alle comunità locali”. La geografia è stata trascurata negli anni, appiattita su una materia – la Geostoria- che svilito entrambe le discipline. Ora “l’idea è quella di una geografia che torni a essere anche geografia fisica e politica, non soltanto lo studio dell’impatto ambientale. Perché se noi non sappiamo dov’è collocato il fiume Po, come purtroppo il Censis ha testimoniato; se molti ragazzi non sanno neanche dove collocare alcuni fiumi del nostro Paese, come possiamo essere cittadini italiani?”.
La “rivoluzione della matematica”
Valditara si è poi soffermato sulla “rivoluzione della matematica. E’ fondamentale partire dalla realtà, dall’osservazione della realtà per arrivare alla costruzione della teoria. Un po’ come ho voluto sperimentare nella prova della maturità per quanto riguarda la matematica al liceo scientifico: le acque del lago di Bracciano che continuano a scendere, e facciamo un’analisi matematica del fenomeno; il terremoto del Friuli, un altro dato di realtà. Partiamo da una valutazione della fisicità dei problemi che stanno a fondamento della matematica e della fisica, per aiutare anche quei giovani che non hanno il bernoccolo della matematica ad avvicinarsi e ad appassionarsi al ragionamento scientifico”.
“Proporrò l’obbligo di studiare l’italiano per i genitori di studenti stranieri”
Valditara fa poi dello studio dell’italiano un fatto non solo culturale, ma di coesistenza e di civiltà. L’iniziativa: “Io proporrò di rendere obbligatorio lo studio dell’italiano per quei genitori i cui figli non vanno bene a scuola, hanno problemi all’interno della comunità scolastica. Perché non si può perdere a casa quello che si impara a scuola”. “Il fatto che un genitore conosca la nostra lingua, si informi sulla carriera scolastica del proprio figlio, interagisca con i docenti, venga a scuola e si informi dell’andamento scolastico del proprio figlio – ha evidenziato – è fondamentale. Ci sono troppi genitori stranieri invece che non si fanno vedere a scuola, anche questo è importante”.
“Chiederò che in manovra il bonus scuola venga rafforzato”
Valditara non rinuncia a focalizzare il tema dei bonus per i meno abbienti: “Nella legge di bilancio chiederò non solo che il buono scuola venga istituzionalizzato per sempre una volta per tutte. Ma anche che ci sia qualche risorsa in più, perché il percorso deve essere quello di aumentare progressivamente sempre di più le risorse per finanziare il buono scuola”. “Intanto – ha anticipato – vi do una bella notizia: anche se mancano ancora quattro settimane già 7000 famiglie hanno chiesto di poter usufruire del buono scuola e su 20 milioni già 9 milioni di euro sono stati impegnati e quindi questo credo che sia un bel segnale”.
I genitori possono scegliere il docente di sostegno
Un altro tema che è stato toccato è consentire ai genitori di poter scegliere il docente di sostegno dei propri figli con disabilità. Anche questo “è un passo rivoluzionario”. Ha spiegato Valditara: “I genitori che dicono ‘io sono soddisfatto del lavoro che ha fatto questo docente di sostegno, perché ho visto mio figlio crescere, trasformarsi, felice, andare a scuola con il sorriso negli occhi’: perché questo docente deve essere cambiato? In nome di che cosa, se non della centralità della persona, dello studente, che è il vero oggetto, il vero obiettivo formativo della nostra scuola? Se si condivide questo principio non si possono fare i ricorsi che alcuni sindacati hanno fatto ai tribunali amministrativi, per fortuna tutti persi; né le polemiche politiche che alcuni esponenti dell’opposizione hanno scatenato, perché questa è un’altra grande espressione di libertà educativa” E ha aggiunto un dato: “L’anno scorso sono stati 58.000 i docenti che sono stati, tra virgolette, ‘confermati’ su richiesta dei genitori. Quest’anno siamo arrivati a 70.000: il 65% degli insegnanti di sostegno sono stati scelti nella continuità didattica dai genitori”. Un bel risultato.
Voucher gratuito per la consulenza psicologica
Per rispondere alle crescenti situazioni di fragilità, ansia e disagio vissute dagli studenti in età adolescenziale, il Mim, in stretta collaborazione con il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi, con l’anno 2026/27 lancia le attività del servizio ‘AscoltaMI’. Finanziato con 18,5 milioni di euro, il progetto si rivolge specificamente agli studenti dell’ultimo anno delle medie e del primo biennio delle superiori. Il funzionamento è interamente digitalizzato: attraverso il portale Unica, i genitori dei ragazzi che ne avranno bisogno possono richiedere un voucher gratuito che dà diritto a un ciclo di cinque incontri di consulenza psicologica, individuale e in videoconferenza.
“Non ci può essere un tipo di educazione al gender alle elementari”
Il ministro ha poi toccato un tema che le famiglie hanno apprezzato e le opposizioni avversato: “Consenso informato vuol dire dare alle famiglie la possibilità di scegliere su quei temi eticamente sensibili come deve essere educato il proprio figlio. Lasciamo stare i nostri bimbi, non tocchiamo i nostri bimbi. Non roviniamo la loro innocenza, la naturalità dei loro sentimenti”. Sul tema abbiamo sentito ogni genere di assurdità, ha rimarcato Valditara.”Si è detto che favorirebbe i femminicidi; o non contrasterebbe le violenze sessuali e contro le donne: peccato che questo ministro abbia voluto per la prima volta nella storia della scuola trasformare in obiettivi formativi obbligatori l’educazione al rispetto, all’empatia, al contrasto della violenza di genere”, ha aggiunto Valditara. Ricordando che “nell’ambito del corso di scienze si continua a insegnare l’educazione sessuale in senso biologico”; e che “all’asilo e alle elementari non ci può essere un tipo di educazione al gender, all’identità di genere. Ho visto dei libri destinati a bambini di 6-7 anni che mi hanno fatto rabbrividire, in cui è scritto che l’identità di genere non ha fondamento biologico ma è un fatto culturale. Provate a dirlo a un bambino: gli mettete una grande confusione in testa e gli rovinate la vita”.
La sperimentazione dell’Ia