Addio a un mito
È morta Dolly Parton, la regina del country che ha incantato anche cinema e tv senza mai piegarsi al politicamente corretto
Talento indiscusso, icona di stile, libertà e orgoglio, imprenditrice generosa e spirito eclettico, ha dato voce all'America profonda. Si è spenta oggi a 80 anni, dopo una lunga cavalcata trionfale nel cuore dell'identità d'oltreoceano
Cronaca - di Priscilla Del Ninno - 25 Agosto 2026 alle 21:05
Dolly Parton, star della musica country, è morta all’età di 80 anni. La notizia del decesso dell’artista è stata annunciata in un video dal nipote, Bryan Seaver, come riporta il New York Times. Dolly Parton si è spenta nella sua casa di Nashville, in Tennessee. Con la sua scomparsa l’America e il mondo della musica perdono un pilastro ineguagliabile della cultura popolare. Nata tra le montagne del Tennessee in una famiglia di dodici figli, la cantante e compositrice ha trasformato la propria storia personale in una cavalcata trionfale nel cuore dell’identità d’oltreoceano.
È morta Dolly Parton, la voce dell’America profonda
Con i suoi abiti sgargianti e la voce cristallina, ha scalato le classifiche mondiali, venduto oltre 100 milioni di dischi credendo fermamente che «si può essere una donna forte anche con il rossetto acceso e un cuore gentile». Così Dolly Parton ha vissuto. E così se n’è andata oggi a 80 anni, spegnendosi nel luogo dove tutto era cominciato, e dove aveva costruito un piccolo impero tra musica, filantropia e imprenditoria.
Voce cristallina e icona di stile, libertà e orgoglio
Cantautrice, attrice, imprenditrice, icona culturale e sociale, Dolly Parton ha rappresentato un’America che cambia, restando sempre se stessa: figlia del popolo, fiera delle sue origini umili, brillante e indipendente. Perché ci sono figure capaci di attraversare le epoche rimanendo fedeli a se stesse, senza mai cedere alle mode del momento o ai dettami del conformismo culturale. Dolly Parton è stata e resta, a tutti gli effetti, uno di questi monumenti viventi. Oltre mezzo secolo di carriera, 49 album pubblicati, 10 Grammy Awards e l’ingresso d’onore sia nella Country che nella Rock and Roll Hall of Fame sono titoli e numeri che raccontano solo in parte la grandezza di un’artista capace di firmare più di 3.000 canzoni.
I successi che l’hanno resa la regina del Country
Di più. Con 25 singoli al primo posto e 49 album in vetta alle classifiche country, Dolly Parton ha segnato un’epoca. La sua voce, un soprano limpido e immediatamente riconoscibile, ha raccontato l’amore, la povertà, la famiglia, la fede, la resilienza, senza filtri né retorica. Ha saputo farsi amare da tutti: ricchi e poveri, democratici e repubblicani, giovani e vecchi, in un’America divisa.
Quando Dolly Parton sedusse il cinema e ammaliò il pubblico televisivo
Capolavori intramontabili come Jolene, Coat of Many Colors e l’iconica I Will Always Love You – una ballata struggente del 1974, riportata al successo planetario nel 1992 dalla potente reinterpretazione di Whitney Houston, diventata uno dei singoli più venduti di tutti i tempi – hanno segnato la storia della musica mondiale. Così come il film in cui ha recitato come protagonista insieme a Jane Fonda e Lily Tomlin, Dalle 9 alle 5, orario continuato, è diventato un vero e proprio inno all’orgoglio per il mondo del lavoro e per il riscatto femminile. Così come resta indimenticabile la sua performance in Fiori d’acciaio.
Una stella dell’imprenditoria, un talento in generosità
Ma non è ancora tutto. A fare di lei un personaggio unico non è stato solo l’inconfondibile talento vocale o l’iconica immagine patinata di una star capace di attraversare le epoche e i linguaggi artistici, dal palco alla tv, passando per i set di Hollywood, ma una straordinaria lucidità imprenditoriale abbinata a una generosità autentica. Sì, perché la forza straordinaria di Dolly Parton è legata a fil doppio anche alla sua capacità di unire mondi diversi: amata dal pubblico tradizionale del Sud, come dalle platee internazionali, l’artista ha costruito un impero economico senza mai snaturare le proprie radici.
Dolly Parton, un’imprenditrice dal cuore d’oro
A distinguerla, allora, è stata anche una generosità fuori dal comune, dimostrata tra l’altro con la sua Imagination Library, fondata nel 1995, e con cui ha donato centinaia di milioni di libri ai bambini di tutto il mondo, promuovendo l’alfabetizzazione nelle aree più disagiate. E che ad oggi ha distribuito gratuitamente più di 200 milioni di libri per l’infanzia in tutto il mondo. Un gesto nato per onorare suo padre, analfabeta, che sognava di poter leggere.
Un talento imprenditoriale e una generosità d’animo dimostrati concretamente anche durante la pandemia, quando il suo contributo finanziario è stato perfino decisivo per la ricerca scientifica: donò un milione di dollari alla ricerca per il vaccino Moderna, contribuendo concretamente a studi e emergenza. E sempre a dimostrazione di una visione sociale concreta e lontana dalle passerelle ideologiche.
Ha costruito un impero dell’intrattenimento
Ma già molto prima, nel 1986, aveva inaugurato Dollywood, un parco a tema nel Tennessee che unisce attrazioni, musica e cultura appalachiana. Una fabbrica del sogno che oggi dà lavoro a circa 3.000 persone, ed è uno dei parchi più visitati degli Stati Uniti. Accanto a questo, Dolly ha creato un vero impero dell’intrattenimento: teatri, programmi Tv, una casa discografica (Dolly Records), produzioni per Netflix e una linea di cosmetici.
Dolly Parton, una vita eccezionale, un mito di sempre e per sempre
Una vita eccezionale, nel senso vero del termine, in cui, con alle spalle un’epoca di conformismo e omologazione, Dolly Parton ha incarnato l’essenza stessa del sogno americano: dedizione al lavoro. Talento puro. Arguta autoironia. E un’indipendenza di pensiero che l’ha sempre tenuta lontana dai condizionamenti e dalle strumentalizzazioni ideologiche. Con la sua scomparsa, oggi, si chiude una pagina memorabile dell’immaginario. Ma il suo patrimonio artistico e la sua lezione di libertà resteranno un’eredità immortale per le future generazioni.