Erano subordinati
La Procura di Milano: «I rider di Glovo sono stati sottopagati e vanno assunti anche grazie al decreto Meloni»
Secondo gli inquirenti milanesi i ciclofattorini erano a tutti gli effetti dipendenti del colosso spagnolo. I sindacati chiedono anche i danni
Anche con il nuovo piano proposto nei mesi scorsi Foodinho, società di delivery food del colosso spagnolo Glovo, sta operando in una situazione di illegalità sul fronte delle paghe corrisposte ai rider che lavorano per la piattaforma, perché malgrado i compensi siano aumentati ai lavoratori non viene retribuita ancora circa il 30% dell’attività. E anzi i contratti non rispettano la tipologia contrattuale effettiva, perché i ciclofattorini andrebbero assunti come lavoratori subordinati. Lo scrive il Pm di Milano Paolo Storari nel parere del 18 agosto, anticipato oggi dal Corriere della Sera, contrario alla richiesta di revoca, avanzata al gip a giugno dalla difesa di Foodinho, del controllo giudiziario sulla srl che era stato disposto a febbraio per caporalato.
Con il decreto Meloni vanno assunti
In più, anche sulla base delle norme di un recente decreto del governo Meloni- cioè gli articoli 12 e 14 del decreto n. 62 di maggio – il Pm chiarisce che i rider impiegati andrebbero qualificati come lavoratori subordinati, e non autonomi, perché quando sul lavoratore ci sono poteri di direzione e controllo, opera la presunzione di subordinazione, salva prova contraria.
Una vera e propria subordinazione
Per la Procura milanese i lavoratori di Rider vanno assunti dall’origine con un contratto subordinato. Poiché il loro lavoro è stato a tutti gli effetti, “una subordinazione mascherata” in aperta violazione dei principi normativi italiani. La Procura ha calcolato un tempo non riconosciuto a fini retributivi di oltre 342mila ore su oltre 26mila rider di Foodinho-Glovo, ossia non sono state pagate circa 13 ore per ogni rider nel solo mese di giugno. E per più della metà dei rider i compensi percepiti a giugno sono risultati inferiori al minimo orario che la società si è impegnata a garantire. Per la magistratura milanese, come dice ampiamente la giurisprudenza italiana, quei contratti erano subordinati a tutti gli effetti e vanno considerati tali sin dall’inizio, mentre le organizzazioni sindacali (Usb e CGIL) chiedono anche il riconoscimento dei danni esistenziali.