Innovazione e sostenibilità
Il progetto Pioneer di Enel e AdR: perché il più grande sistema di stoccaggio energetico in Italia è unico nel suo genere
L'impianto nato dalla collaborazione del Gruppo guidato da Flavio Cattaneo con Aeroporti di Roma è l'unico a integrare batterie usate provenienti da tre differenti case automobilistiche. Contribuirà alla decarbonizzazione dell'aeroporto di Fiumicino e consentirà l'abbattimento di 16.000 tonnellate di CO2 in dieci anni
Un nuovo traguardo al servizio della transizione energetica. A segnarlo è stata la collaborazione di Enel con Aeroporti di Roma, attraverso il progetto Pioneer (airPort sustaInability secONd lifE battEry stoRage). Si tratta di un sistema di accumulo di energia rinnovabile che fa fare un salto tecnologico all’utilizzo di batterie usate di veicoli elettrici nei Bess (Battery Energy Storage System), le “super batterie” che immagazzinano energia rinnovabile per renderla disponibile quando serve. Grazie anche al contributo dell’istituto di ricerca tedesco Fraunhofer e di Loccioni, system integrator di riferimento nei mondi energia e automotive, l’impianto è l’unico esempio di integrazione di batterie eterogenee provenienti da tre differenti case automobilistiche (Nissan, Mercedes-Benz e Stellantis). Un unicum, che incarna uno dei modelli più avanzati di applicazione dei principi dell’economia circolare e della sostenibilità ambientale allo stoccaggio di energia rinnovabile.
L’unicità del progetto Pioneer
Nel dettaglio, 762 pacchi di batterie e moduli non più utilizzabili per i veicoli sono stati trasformati in un Bess da 10 MWh, dando una seconda vita a materiale ormai inservibile per l’automotive ma ancora prezioso per applicazioni stazionarie. Il progetto Pioneer, realizzato presso l’aeroporto internazionale di Fiumicino, si connota così non solo come il più grande sistema di storage energetico che utilizza batterie second-life ibride in Italia e tra i maggiori in Europa, ma grazie all’utilizzo di batterie di diversa fabbricazione anche come un’avanguardia assoluta. Nell’arco di dieci anni Pioneer consentirà l’abbattimento di 16.000 tonnellate di CO2.
Un modello vincente in Europa e nel mondo
Il sistema Pioneer, inoltre, è perfettamente integrato con la “Solar farm”, il più grande impianto fotovoltaico in autoconsumo in uno scalo europeo. Anche la “Solar farm”, inaugurata a gennaio 2025, è frutto di una partnership tra il Gruppo guidato da Flavio Cattaneo, che lo ha realizzato in collaborazione con Circet, e Aeroporti di Roma, che lo ha progettato.
Il progetto Pioneer accelera, dunque, il percorso di decarbonizzazione del “Leonardo da Vinci”, recentemente incluso nella Top10 dei migliori scali al mondo da parte di Skytrax. E, grazie al connubio tra innovazione, sostenibilità ed eccellenza, rappresenta un modello virtuoso e molto avanzato di economia circolare, riconosciuto anche a livello europeo: il progetto Pioneer è stato selezionato tra i vincitori del bando Innovation Fund SSC-2020 promosso dall’Agenzia Europea per il Clima, l’Ambiente e le Infrastrutture (CINEA).
La risposta di Enel a una sfida strategica
Per Enel si tratta di un’ulteriore risposta tanto alla sfida di garantire un’integrazione sicura nel sistema elettrico di energie non programmabili e intermittenti, come sono le rinnovabili, quanto al sempre maggiore fabbisogno di flessibilità. I sistemi di energy storage svolgono, infatti, un ruolo strategico nella catena del valore della transizione energetica consentendo di programmare i flussi in base ai profili di consumo e di fornire servizi in grado di stabilizzare la rete.
Il sistema di energy management di Enel
Nel caso di Pioneer tutto questo è reso possibile dall’innovativo sistema di energy management del Gruppo guidato da Flavio Cattaneo, che si giova di un sofisticato sistema di intelligenza artificiale che finora era stato utilizzato solo in Paesi come Usa e Australia e che Enel ha customizzato per AdR per portare al massimo l’efficienza dell’impianto in ogni fase. In particolare, il sistema è basato su cloud ma con funzionalità presenti anche a livello di sito. In questo modo è in grado di fornire risposte rapide ed elevata resilienza, rappresentando il cuore pulsante dell’intero progetto: è centro di controllo, gestione e monitoraggio di tutto l’impianto e degli asset collegati e ne determina il funzionamento in base a logiche di ottimizzazione, fra le quali la massimizzazione dell’autoconsumo è stata scelta come prevalente in base agli indirizzi di AdR e del bando di finanziamento.
Innovazione e sostenibilità
Il lavoro del sistema di energy management messo a punto da Enel consente, infatti, di ottimizzare il ciclo di vita e l’efficienza delle batterie attraverso una gestione dinamica della carica/scarica, monitorare in tempo reale le curve di funzionamento e della produzione fotovoltaica, ottimizzare la strategia di dispatching, monitorare eventuali allarmi eterogenei, gli indicatori di performance dell’impianto e la CO2 risparmiata. Confermando anche in questo aspetto tecnico la visione complessiva del progetto e di Enel, in cui innovazione e sostenibilità si rafforzano a vicenda.
L’accelerazione di Enel sui Bess
Sulla tecnologia Bess in Italia c’è stato un aumento significativo della capacità Enel, che ha raggiunto 1,8 GW – gestiti in gran parte dalla società Enel Libra Flexsys – rispetto ai circa 1,2 GW del 1Q 2025, con un incremento di oltre il 50% anno su anno. Ciò ha contribuito ad accrescere ulteriormente i numeri del Gruppo sulle rinnovabili. La capacità totale a zero emissioni ha infatti raggiunto i 70,1 GW (dai 68,4 GW del 1Q25).