Report di Ferragosto
Viminale, i numeri che certificano la svolta: reati -10%, sbarchi -52% e rimpatri +34%
Meno reati, meno omicidi, furti e rapine. Calano anche le violenze sessuali e gli omicidi con vittime di sesso femminile e i femminicidi. Sul fronte dell’immigrazione, gli sbarchi risultano più che dimezzati, mentre aumentano i rimpatri. È la fotografia che emerge dal Dossier Viminale 2026, diffuso dal ministero dell’Interno con i dati aggiornati al primo semestre dell’anno.
Il numero che sintetizza l’andamento della criminalità è il -10% dei reati nel primo semestre 2026 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: si passa da 1.186.268 delitti registrati nei primi sei mesi del 2025 a 1.068.240. Anche il dato relativo all’intero 2025 aveva segnato una diminuzione dell’1,8% rispetto al 2024.
Omicidi, furti e rapine: tutti i numeri del Viminale
Entrando nel dettaglio, gli omicidi volontari scendono da 163 a 138, con una flessione del 15,3%. I furti passano da 493.975 a 437.800, pari al -11,4%, mentre le rapine diminuiscono del 12,3%, da 14.275 a 12.515. In calo anche le violenze sessuali: da 3.384 a 3.142, il 7,1% in meno. Le truffe e frodi informatiche passano invece da 152.012 a 137.529, facendo registrare una riduzione del 9,5%.
Un capitolo specifico del dossier è dedicato alla violenza di genere. Nel primo semestre 2025 gli omicidi volontari con vittime di sesso femminile erano stati 54; nello stesso periodo del 2026 il dato complessivo indicato dal Viminale scende a 34, con una diminuzione del 37%. Di queste 34 vittime, 26 riguardano omicidi volontari e 8 il nuovo reato di femminicidio, entrato in vigore il 17 dicembre 2025.
Parallelamente aumentano del 10,7% gli ammonimenti del questore, da 4.138 a 4.582. Quelli per violenza domestica crescono in particolare del 24,1%, passando da 2.616 a 3.247.
Immigrazione, sbarchi giù del 52%
È sull’immigrazione che emerge uno dei dati più rilevanti del Dossier Viminale. Tra il primo gennaio e il 30 giugno 2025 erano stati registrati 30.060 arrivi via mare. Nello stesso periodo del 2026 sono stati 14.388: -52,1%.
Il dossier indica inoltre 275.463 partenze bloccate, in collaborazione con Libia e Tunisia, dal 2023 al 30 giugno 2026. Di queste, 20.157 riguardano il solo primo semestre di quest’anno. Il movimento opposto riguarda i rimpatri. Nei primi sei mesi del 2026 sono stati 4.432 contro i 3.301 dello stesso periodo del 2025, con un aumento del 34,3%.
I rimpatri per espulsione salgono da 2.977 a 3.825 (+28,5%), mentre quelli volontari assistiti passano da 324 a 607, facendo segnare un +87,3%. Dal 2023 al 30 giugno 2026, inoltre, il Viminale contabilizza 97.553 rimpatri volontari assistiti da Libia, Algeria e Tunisia in collaborazione con l’Oim.
Più controlli nelle “zone rosse”: oltre 2,3 milioni di persone identificate
Il dossier fa il punto anche sulle cosiddette zone rosse. Dal 2024 al 30 giugno 2026 sono state controllate 2.336.902 persone, delle quali 1.029.670 straniere, pari al 44,1% del totale. I soggetti allontanati sono stati 12.876; 9.429 erano stranieri, il 73,2%. Alla base dei provvedimenti di allontanamento figurano reati contro il patrimonio nel 39% dei casi, stupefacenti nel 33% e reati contro la persona nel 28%.
Alle operazioni ad Alto Impatto, dal 2023 al 30 giugno 2026, sono invece attribuiti oltre 1,1 milioni di controlli sulle persone e 4.172 operazioni, con 2.373 arrestati, 13.887 denunciati e 1.927 stranieri espulsi.
Stazioni, rapine in calo del 28,5%
Un altro dato significativo arriva dalle stazioni ferroviarie. Nel primo semestre sono state controllate circa 2,5 milioni di persone nelle stazioni, oltre a 636mila controllate a bordo dei treni. Rispetto allo stesso periodo del 2025, nelle stazioni le rapine diminuiscono del 28,5%, i furti del 3,3% e i danneggiamenti del 5,7%. Gli arresti tra le persone controllate salgono invece da 558 a 625.
Terrorismo, 38 espulsioni per motivi di sicurezza dello Stato
Sul fronte del terrorismo internazionale, le espulsioni per motivi di sicurezza dello Stato passano dalle 21 del primo semestre 2025 alle 38 del 2026, con un incremento dell’80,9%.
Sono inoltre 156 i foreign fighters monitorati e cinque gli estremisti minorenni arrestati. Complessivamente, dal 22 ottobre 2022 al 30 giugno 2026, il dossier registra 254 soggetti pericolosi rimpatriati. Diminuiscono nel frattempo gli attacchi rilevati contro le infrastrutture critiche: da 4.911 a 4.082, -16,9%. I casi classificati come cyberterrorismo passano da 116 a 89 (-23,3%), mentre gli indagati sono 84, il 71% in più rispetto al primo semestre del 2025.
Quasi 46mila nuove assunzioni nelle Forze dell’ordine
Il Dossier Viminale dedica un capitolo anche agli organici. Dal 22 ottobre 2022 al 30 giugno 2026 risultano 45.977 nuove assunzioni nelle Forze dell’ordine: 17.325 nella Polizia di Stato, 19.326 nell’Arma dei Carabinieri e 9.326 nella Guardia di Finanza. Il saldo indicato rispetto al turnover è di 2.527 unità in più. Altre 25.125 assunzioni risultano già programmate entro il 2027.
Per i Vigili del Fuoco le nuove assunzioni sono invece 6.897, con 2.599 unità in più rispetto al turnover e altre 3.367 assunzioni programmate entro il 2027.
Antimafia, oltre 22mila beni restituiti alla collettività
Sul versante del contrasto alla criminalità organizzata, al 30 giugno risultano 37.576 beni in gestione. Dal 22 ottobre 2022 al 30 giugno 2026 ne sono stati restituiti alla collettività 22.127, per un valore complessivo di 864 milioni di euro.
Nel solo 2025 sono stati oltre 8mila, con un incremento indicato dal dossier del 300% rispetto al 2021. Per il recupero e la valorizzazione dei beni confiscati nel Mezzogiorno vengono inoltre contabilizzati 251 interventi per complessivi 270 milioni di euro.
Piantedosi: «La sicurezza è la precondizione di ogni libertà personale»
Nella prefazione al dossier, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi mette in relazione i risultati con le politiche adottate dal governo Meloni e sottolinea il calo dei reati e degli sbarchi, l’aumento dei rimpatri, il controllo del territorio e il rafforzamento degli organici.
«La sicurezza è la precondizione di ogni libertà personale», scrive il ministro, sottolineando l’impegno quotidiano del Viminale e delle Forze di polizia per garantire maggiori condizioni di sicurezza e vivibilità ai cittadini.
La fotografia del Ferragosto 2026 consegnata dal Viminale è dunque quella di un calo diffuso dei principali indicatori di criminalità e di una netta contrazione degli arrivi irregolari via mare. Numeri sui quali il ministero rivendica l’efficacia delle strategie adottate, precisando al tempo stesso che i risultati raggiunti non rappresentano un punto d’arrivo.