Sisma spaventoso
Apocalisse in Indonesia: devastante terremoto 7.7 e terrore Tsunami, scatta la fuga verso le zone in alto. Le immagini dello scenario da incubo (video)
Corsa contro il tempo per i soccorsi: sono almeno 20 i morti ufficializzati al momento, ma il bilancio definitivo arriverà solo dopo un esaustivo bilancio dei danni degli edifici crollati. I precedenti: dalla tragedia tsunami del 2004 alle devastazioni del 2018
L’incubo dei grandi terremoti torna a colpire il Pacifico. Un devastante sisma di magnitudo 7.7 ha raggiunto l’isola di Flores, provocando vittime, crolli e la fuga di centinaia di persone verso le zone alte nel timore di un’onda anomala. L’evento riporta l’Indonesia al centro della tragica vulnerabilità dell’Anello di Fuoco. Mentre i soccorritori scavano a mani nude per salvare chi si trova ancora sotto le macerie.
Il boato e la terra che si apre letteralmente sotto i piedi, sdradicando fondamenta. Sbriciolando edifici. Annientando vite sepolte sotto le macerie e seminando il panico tra la popolazione. E ora è corsa contro il tempo, con e strade bloccate dalle frane nell’isola indonesiana di Flores, travolta da un potente sisma di magnitudo 7.7 con epicentro al largo della costa settentrionale. Il primo bilancio ufficiale parla di 20 vittime. Di diversi feriti. E di molte persone ancora sepolte sotto gli edifici crollati.
Terremoto in Indonesia, un’apocalisse: sisma di magnitudo 7,7 a largo dell’isola di Flores
L’epicentro del sisma è stato localizzato a largo della costa settentrionale dell’isola, a circa 68 chilometri a nord-ovest di Ende. La scossa, avvenuta a una profondità relativamente bassa di soli 10 chilometri, ha fatto scattare un allarme tsunami temporaneo e una corsa verso i punti più alti dell’isola, mentre le squadre di emergenza lavorano contro il tempo tra frane e macerie per individuare i dispersi. E nel frattempo, nonostante la successiva revoca dell’allerta tsunami, le autorità invitano alla massima cautela per il rischio di forti scosse di assestamento. Del resto, alla scossa iniziale, che ha scatenato il terrore, sono seguite diverse repliche nella stessa area, alcune di alta intensità, la più forte delle quali ha raggiunto una magnitudo di 6,1.
Almeno 20 morti al momento: ma il bilancio definitivo arriverà solo dopo un effettivo bilancio dei danni
Secondo le prime informazioni, 20 persone sono morte, sei sono rimaste ferite e due sono ancora sepolte. «Il nostro obiettivo sarà individuare le vittime sepolte sotto le macerie», ha spiegato il responsabile dei soccorsi Fathur Rahman, aggiungendo che le operazioni di soccorso state complicate dalle frane che hanno interrotto diverse strade. In precedenza Berton Suar Pelita Panjaitan, portavoce dell’agenzia per la gestione delle emergenze, parlando con i giornalisti a Giacarta aveva detto che «una volta confermati i dati, annunceremo ufficialmente il bilancio definitivo delle vittime e l’entità dei danni agli edifici causati dal terremoto».
Gli abitanti di Nagekeo, l’area più vicina all’epicentro, sono corsi verso zone più alte dopo che il mare si è ritirato nelle prime ore di sabato. Un possibile segnale dell’arrivo di uno tsunami, secondo quanto osservato dai giornalisti dell’Afp sul posto.
Allerta tsunami, la paura e l’allarme rientrato
Successivamente per fortuna poi l’allerta tsunami è stata revocata, ma alla popolazione è stato raccomandato di non rientrare negli edifici danneggiati, per il timore che le scosse di assestamento potessero farli crollare. «Abbiamo revocato l’allerta tsunami, ma continueremo a monitorare i livelli del mare», ha dichiarato il direttore del Dipartimento terremoti e tsunami dell’Agenzia nazionale di meteorologia, climatologia e geofisica, durante una conferenza stampa.
Intanto le autorità esortano gli abitanti lungo coste all’evacuazione e a spostarsi “in alto”
Ma intanto, a seguito di un potenziale rischio tsunami lanciato dall’Agenzia indonesiana di meteorologia, climatologia e geofisica (Bmkg) con possibili onde comprese tra 0,5 e 3 metri, le autorità avevano esortato le persone lungo le coste colpite a spostarsi più in alto. E gli abitanti della città di Maumere, sull’isola di Flores, a circa 2.400 chilometri di distanza, hanno di fatto cominciato a spingersi verso le zone più elevate. Le immagini trasmesse dalla televisione indonesiana hanno mostrato centinaia di persone nella vicina reggenza di Nagekeo che evacuavano la zona, oltre a edifici danneggiati.