La cerimonia a Parvana
I funerali laici di Guccini e la commemorazione di Zuppi: “Un agnostico che non ha mai smesso di cercare Dio”
Il cardinale commemora il grande cantautore ricordandone l'umiltà e l'apertura mentale e la capacità di empatia
“Non hai smesso di chiedere e di ascoltare e oggi incontra la risposta”. Lo ha detto il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, a conclusione del funerale laico di Francesco Guccini che si è celebrato oggi nella sua casa di Pavana. “Una sera, parlando dell’ultimo saluto, Francesco disse che sarebbe stato contento della mia presenza, con annessi e connessi – ha ricordato Zuppi – per poi aggiungere che, qualora le parti si fossero invertite, lui avrebbe potuto, in Cattedrale o dove non so, presenziare con il suo saluto. Tocca a me. Credo, però, che tutti abbiamo qualcosa da dire a Francesco: non sappiamo con precisione, (con una certa presunzione ci illudiamo di volere e soprattutto capire tutto) cosa vedi, la pienezza di quella luce che in realtà hai intuito da qui e hai saputo scorgere nella bellezza struggente e infinita della vita“.
“Buon viaggio babbo”
“Le domande non sono mai riuscita a fartele tutte. Il più grande regalo che mi hai fatto è sapere dove andare a cercare. Oppure non smettere mai di porsele, quelle domande, senza avere per forza una risposta. È questo che volevi insegnarmi?”. È il ricordo che Teresa Guccini ha dedicato al padre Francesco durante il funerale. Nel suo intervento la figlia del cantautore e scrittore ha alternato ricordi della quotidianità a riflessioni più intime. Il suo saluto si è concluso con un semplice: “Buon viaggio, babbo”.
“L’agnostico possibilista”
“Dicevi di te – ha proseguito il cardinale – di essere ‘agnostico possibilista’. Una cosa è certa: ci sembra impossibile salutarti e misurare l’assenza, come hanno fatto tantissimi amici tuoi (quanti ne avevi!) che si sono sentiti tutti un po’ più soli. “Quelli che piacciono al Signore non sono i grandi di questo mondo ma quelli con il cuore grande, con tanta umanità, gratuita, che condivide e non calcola, che dona e non possiede. La poesia – ha proseguito – è sempre regalare tutto di sé. Discrezione, garbo, eleganza antica, timidezza ma radici di sapienza antica”. “Oggi incontri la risposta – ha ribadito Zuppi – che in realtà era nella nostalgia, nella ricerca di luce e nello stupore per l’umanità che hai descritto nei tanti personaggi e che ci hai fatto conoscere. Il dubbio era il modo di stare davanti alle cose senza barare, in modo integro. Non hai smesso di chiedere e di ascoltare. Chi fa sua la domanda dell’umano, scopre sempre la presenza di Dio. ‘Bisogna continuare a domandarsi, anche quando non c’è una risposta’, dicevi”
“L’umiltà dei grandi”
Guccini, ha detto il Cardinale felsinero, “è morto nel giorno della Festa della trasfigurazione, la gloria di Dio che si rivela nell’umano, nel giorno in cui ricordiamo Hiroshima e chiediamo che quell’orrore faccia scegliere consapevolmente la difesa e non il riamo, il dialogo e non lo scontro. Perché dobbiamo imparare a vivere senza ammazzare. È anche il giorno della morte di Paolo VI”. Zuppi ha ricordato ancora: “Amavi parlare della tua vita, ma non era retorica, era l’umiltà, contrario dell’hybris, che appartiene soltanto ai grandi, a chi non ha la supponenza e l’arroganza di avere raggiunto traguardi, ma si muove nelle strade della vita al pari di un pellegrino dall’andatura precaria. La precarietà della storia e del tempo ti ha sempre arrovellato, mistero e tormento, come l’orologio che enfatizza ogni secondo. Non hai mai avuto la presunzione di trovare risposte definitive”.