Il video
Giocatori del Ceuta e tifosi uniti nella protesta sui clandestini e nei cori contro Pedro Sanchez
Fuori dallo stadio, i sostenitori della squadra di casa hanno adibito anche un murale, su cui i passanti potevano scrivere le proprie contestazioni a proposito della situazione in cui versa la città spagnola
Esteri - di Gabriele Caramelli - 24 Agosto 2026 alle 14:05
I calciatori di Ceuta e Las Palmas sono rimasti fermi nel primo minuto della partita di apertura della Liga 2 spagnola. Come ha riferito Marca, si è trattato di una protesta coordinata. Il motivo? Far sentire il proprio dissenso dopo lo sbarco dei migranti a fine luglio che ha messo in ginocchio la città spagnola. Prima del calcio d’inizio, entrambe le squadre indossavano magliette di protesta su cui c’era scritto che Ceuta non è in vendita. E che la città si sarebbe difesa dall’invasione clandestina. Sugli spalti i tifosi, soprattutto locali, hanno iniziato a cantare cori contro il premier socialista Pedro Sanchez. Non stupisce, visto che gran parte dei cittadini si è sentita abbandonata e intimorita dopo l’invasione dei clandestini. Sugli spalti, infine, altri presenti hanno sollevato diverse bandiere spagnole.
«Ceuta non si vende, si difende», calciatori e tifosi uniti contro Pedro Sanchez e i clandestini
I tifosi hanno solidarizzato con entrambe le squadre prima del match, soprattutto perché stavolta gli atleti si sono uniti alla protesta di chi li ha sempre supportati dagli spalti, contro una politica migratoria progressista che ha combinato più disastri che altro. L’allenatore di Ceuta, José Juan Romero, aveva già espresso il suo disappunto alcuni giorni fa per la situazione nel centro abitato, lamentandosi e affermando che «nulla è cambiato» sulla crisi migratoria. Qualche giorno prima, in un’intervista a Marca, Romero aveva denunciato con forza la situazione di degrado che stanno subendo gli abitanti: «Continuiamo a essere lo zimbello della Spagna e nessuno fa niente. Rimaniamo in una situazione catastrofica e nessuno fa niente. Inoltre, questo è un Paese in cui manca la solidarietà sotto ogni aspetto. Ci meritiamo quello che ci succede».
Il murale, i cori e il referto dell’arbitro dopo la contestazione dei giocatori all’inizio
L’arbitro, alla fine, ha anche descritto dettagliatamente la contestazione degli atleti: «Dopo il calcio d’inizio della partita, i giocatori dell’Ad Ceuta si sono schierati a centrocampo, mantenendo il possesso palla senza iniziare alcuna azione. Allo stesso modo, i giocatori dell’UD Las Palmas non hanno cercato di contendere il pallone agli avversari. E questa situazione si è protratta per circa 20 secondi». Intanto, davanti allo stadio, i tifosi hanno allestito un murale in cui le persone potevano lasciare i propri messaggi di dissenso. Tra i cori che provenivano dagli spalti non c’era soltanto l’iconico «Ceuta campione», ma anche «Un nativo di Ceuta non si arrende mai!» e, come detto, «Ceuta non è in vendita. Ceuta si difende!».