Il 13 agosto
Esplosione a Colleferro, spunta la possibile pista del sabotaggio russo: l’azienda produce armi per Zelensky
I 24 dipendenti si sono salvati perché erano a 500 metri dal luogo della deflagrazione. L'ipotesi di un attentato di Mosca non viene scartata
L’esplosione nella fabbrica di armi di Colleferro del 13 agosto, che fortunatamente non ha causato morti, potrebbe non essere stato un fatto fortuito ma causato dai russi. Ad avanzare l’ipotesi oggi è Repubblica. Perchè la fabbrica vicino Roma produce armi per il nostro esercito e anche per quello ucraino.
La ricostruzione
L’esplosione nel deposito della Knds Ammo Italy a Colleferro è stata festeggiata dai bot russi. E quindi la procura di Velletri indaga anche su possibili collegamenti tra lo scoppio nell’impianto a 50 chilometri da Roma e le fabbriche esplose in Bulgaria. Anche quelle producevano armi. Il caso, ricorda oggi Repubblica, risale al 10 agosto. Tre giorni prima del cratere da 10 metri nel sito romano. Quel giorno è saltato in aria il deposito della Emco a Beliča. Ovvero una delle aziende che fanno munizioni per l’esercito ucraino.
L’inchiesta della Procura di Velletri
“Un camion ha preso fuoco nei pressi del deposito», ha fatto sapere il ministro dell’Interno bulgaro, Ivan Demerdjiev, per come riporta Repubbòica. Il procuratore capo di Velletri, Carlo Villani, sta coordinando le indagini sull’esplosione alla Knds. Si cercano quindi punti di contatto. A parte il fatto che l’esplosione non ha fatto vittime. Incidente o sabotaggio? L’indagine è per disastro colposo nei confronti di ignoti. Il responsabile dell’azienda e i 12 lavoratori (su 24) che erano nell’impianto ma a 500 metri dai magazzini sono stati sentiti dagli inquirenti.
Intanto i Ris hanno fatto un sopralluogo, prelevando campioni di materiali da esaminare in laboratorio. Tra questi la gelatina, che è un esplosivo ad alto potenziale. Hanno mappato l’area con il laser scanner per ricavare una ricostruzione in 3D dell’epicentro dell’esplosione. Si parte da un dato: prima dell’esplosione c’è stato un incendio. Per questo i militari adesso stanno esaminando telecamere e celle telefoniche della zona. Per capire se per caso qualche estraneo sia entrato nella fabbrica. Magari con un telefono in tasca.
L’indagine dei militari
I militari stanno facendo la mappatura, anche attraverso le telecamere, di cosa è successo. Soprattutto per verificare se qualcuno sia entrato nell’area (cosa vietata) con un telefono in tasca. L’azienda aveva cambiato alcuni fornitori da poco ma il responsabile dell’azienda non ha avanzato sospetti. A Lipsia, dove il 4 agosto sono stati disinnescati tre droni in aeroporto, si segue una pista analoga. I 24 lavoratori si sono salvati perché erano distanti 500 metri dall’esplosione e anche questo è un dettaglio che non viene trascurato dagli inquirenti. C’è la mano di Putin dietro quanto è successo?