Lo ha ferito a una gamba
Detenuto marocchino tenta l’evasione dall’ospedale di Prato: l’agente che lo ha fermato è indagato per tentato omicidio
È indagato per tentato omicidio l’agente della Polizia Penitenziaria che domenica pomeriggio ha sparato al pronto soccorso dell’ospedale di Prato tre colpi di pistola, colpendo con un solo proiettile un fermato, 22enne del Marocco, a una gamba mentre stava tentando di scappare dopo aver scaricato un estintore nel reparto di emergenza e creato parapiglia. Secondo quanto appreso gli avvocati dell’agente hanno ricevuto comunicazione formale stamani.
Il tentativo di evasione finisce con l’agente indagato per tentato omicidio
Il 22enne marocchino, arrestato poco prima dopo essere stato sorpreso mentre lanciava dall’esterno un plico contenente sostanza stupefacente all’interno del carcere della Dogaia, era stato trasportato in ospedale per essere medicato dopo essere caduto durante la fuga. La Procura di Prato ha assunto la direzione delle indagini per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto.
L’episodio è avvenuto poco dopo le 16.30 di domenica 16 agosto, nella zona del pronto soccorso compresa tra la cosiddetta ”camera calda”, lo spazio coperto riservato all’arrivo delle ambulanze, e la sala di decontaminazione, in prossimità del triage. Secondo una prima ricostruzione degli investigatori, l’uomo si trovava sulla barella, regolarmente ammanettato e sotto la scorta degli agenti della polizia penitenziaria, quando avrebbe improvvisamente dato in escandescenza. Nonostante i limitati movimenti delle mani, sarebbe riuscito a impossessarsi di un estintore e avrebbe iniziato a minacciare gli agenti.
Domenica d’agosto di terrore all’ospedale di Prato
Gli sarebbe stato intimato di deporre l’estintore, ma l’uomo avrebbe ignorato l’ordine, azionando il dispositivo e creando ulteriore confusione all’interno del reparto. Nel caos avrebbe quindi tentato di allontanarsi e raggiungere l’uscita. A quel punto un agente avrebbe esploso un primo colpo in aria, a scopo di avvertimento. Nonostante il colpo, secondo quanto ricostruito finora, il tentativo di fuga sarebbe proseguito. L’agente avrebbe quindi sparato nuovamente mirando agli arti inferiori. Uno dei colpi ha raggiunto l’uomo a una gamba, provocandogli una ferita giudicata lieve. Nessun’altra persona è rimasta ferita. Gli spari hanno tuttavia provocato momenti di forte paura tra i pazienti e il personale sanitario presenti nel pronto soccorso, anche se non direttamente coinvolti nella zona in cui si è verificata la colluttazione.
Sul posto sono intervenuti carabinieri, polizia e personale della vigilanza privata. Gli agenti della polizia scientifica hanno effettuato per ore rilievi e accertamenti per ricostruire la sequenza degli eventi. Sul posto è arrivato anche il magistrato di turno. Il pronto soccorso è stato temporaneamente chiuso per consentire la messa in sicurezza degli ambienti e lo svolgimento dei rilievi.
Il procuratore Tescaroli vuole chiarire la dinamica di fatti
I pazienti già presenti sono stati assistiti e messi in sicurezza, mentre le ambulanze dirette al Santo Stefano sono state deviate verso altri ospedali, in particolare quelli di Pistoia e Firenze. La Procura, in una nota a firma del procuratore Luca Tescaroli, fa sapere di aver “assunto prontamente la direzione delle indagini per chiarire la dinamica dei fatti. La situazione di illegalità attorno al carcere si perpetua”, sottolinea. Sulla vicenda si registra anche la nota della direzione aziendale dell’Asl Toscana Centro, dove «esprime la propria vicinanza al personale medico e sanitario del pronto soccorso e profondo rammarico per gli utenti».
Al Pronto soccorso della Versilia un paziente nordafricano ha picchiato un infermiere
Inoltre direzione aziendale e direzione dell’ospedale rivolgono il loro ringraziamento al personale sanitario per «la professionalità e la tempestività con cui ha gestito una situazione di particolare complessità ed eccezionalità».Gli Ordini delle Professioni Infermieristiche della Toscana esprimono solidarietà ai sanitari, agli agenti e ai pazienti coinvolti nell’episodio di violenza avvenuto al Pronto soccorso di Prato, sottolineando come non si tratti di un caso isolato. Nella stessa giornata un infermiere è stato aggredito da un degente nordafricano al Pronto soccorso dell’ospedale Versilia, mentre continuano ad arrivare segnalazioni di episodi analoghi anche dal territorio pistoiese.
Gli Ordini delle Professioni Infermieristiche della Toscana, con una nota dopo la vicenda pratese, “denunciano una situazione ormai non più tollerabile, soprattutto nei servizi di emergenza-urgenza, e chiedono interventi strutturali per prevenire aggressioni e garantire la sicurezza del personale sanitario”.
Richiamando anche la legge 113 del 2020, sottolineano la necessità di rendere effettive le misure di tutela previste dalla normativa, attraverso una collaborazione tra Regione, aziende sanitarie, Prefetture, forze dell’ordine e ordini professionali”. “Proteggere chi cura significa proteggere il diritto alla salute di tutti”: per gli infermieri toscani gli ospedali devono tornare a essere luoghi di cura, rispetto e sicurezza, senza che la tutela dell’assistenza dipenda soltanto dalla disponibilità e dal senso di responsabilità degli operatori.