L'intervista
Droga, allarme “hashish bianco”. L’esperta al Secolo: “Può produrre allucinazioni e stati di paranoia”
Martina Nicolosi, psicologa e responsabile della comunicazione per la Comunità di recupero, ha spiegato che il governo Meloni ha lavorato molto bene sulla prevenzione e sulla deterrenza al consumo di sostanze stupefacenti, interfacciandosi con gli enti preposti
Cronaca - di Gabriele Caramelli - 27 Agosto 2026 alle 17:22
Il sequestro dell’Hashish bianco a Napoli, che ha portato all’arresto di quattro giovani incensurati, ha riaperto il dibattito su una nuova sostanza pericolosa e più potente che da poco è arrivata sul mercato illegale. Ne abbiamo parlato con Martina Nicolosi, Psicologa e responsabile del coordinamento e per la supervisione della Comunità Incontro, che ha dato alcune delucidazioni sulla nuova droga in circolazione: «Innanzitutto non si sta parlando di una sostanza a sé, ma di uno stupefacente che deriva dalla lavorazione dell’hashish. Assume una colorazione bianca perché viene lavorato a bassa temperatura».
Inoltre, come ha spiegato Nicolosi, siamo davanti a una sostanza nettamente più potente dell’hashish normale con una concentrazione di thc altissima e vicina all’80%. Tra le altre cose, la psicologa non ha tralasciato l’importanza del lavoro svolto dal governo Meloni fino a questo momento per la deterrenza contro le dipendenze: « Il sottosegretario alla Presidenza del consiglio, Alfredo Mantovano e la premier Giorgia Meloni si sono sempre resi disponibili nelle richieste delle comunità terapeutiche».

Da dove arriva l’Hashish bianco?
Innanzitutto non si sta parlando di una sostanza a sé, ma di uno stupefacente che deriva dalla lavorazione dell’hashish. Assume una colorazione bianca perché viene lavorato a bassa temperatura. Inoltre, per ottenere il prodotto finale, vengono utilizzate delle tecniche di separazione che dividono la parte resinata della sostanza per evitare il calore. Ciò che preoccupa, anche dall’ultimo sequestro a Napoli, è la percentuale di thc rilevato all’interno dello stupefacente. Parliamo di una concentrazione altissima vicina all’80%, per questo gli effetti che provoca l’assunzione sono decisamente peggiori.
Ci sono effetti specifici rispetto all’Hashish normale?
L’hashish bianco è fortemente dannoso e può produrre uno stato di euforia e un’alterazione nella percezione del tempo e della memoria. Seguono evidenti difficoltà nella coordinazione, stato di sonnolenza o eccitazione, a seconda della reazione del corpo di chi ne fa uso. Possono verificarsi stati di paranoia, come ad esempio l’impressione di essere seguiti. Nei casi estremi c’è anche il rischio di episodi psicotici, tra cui allucinazioni uditive e visive.
È più pericoloso quindi?
Tutte le nuove sostanze che vengono messe illegalmente sul mercato sono pericolose, perché gli enti preposti alla cura e alla prevenzione non hanno il tempo di studiarle. Si tratta di stupefacenti che vengono continuamente modificati. Quantificare la pericolosità è difficile, ma bisogna essere vigili soprattutto per la quantità di thc presente nell’hashish, che di solito si attesta al 30%, mentre quello ritrovato a Pozzuoli ha sfiorato l’80%.
Che tipo di risposte ha dato il governo Meloni fino a questo momento?
Secondo me ha lavorato molto bene. Il sottosegretario alla Presidenza del consiglio, Alfredo Mantovano e la premier Giorgia Meloni si sono sempre resi disponibili nelle richieste delle comunità terapeutiche. Basti pensare al decreto svuotacarceri che permetterà a molte persone tossicodipendenti di potersi curare in comunità anche con una pena detentiva che raggiunge gli otto anni. Come Comunità Incontro non possiamo far altro che manifestare la nostra gratitudine al governo Meloni e al dipartimento delle politiche antidroga, che ci hanno sempre supportato.