Amarcord
Nella Bari cara a Tatarella la festa del governo Meloni. La moglie Angela Filipponio: “Pinuccio non si sarebbe stupito”
“Il Governo più stabile, l’Italia più forte”. È tutto pronto per l’evento organizzato al porto di Bari il 4 settembre a partire dalle 17 per festeggiare il record dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni, il più longevo della storia della Repubblica. La scelta della città di Bari per celebrare con il suo partito il traguardo del governo non è casuale. Si tratta della città di Pinuccio Tatarella, padre della destra di governo, indimenticabile leader e fondatore di Alleanza nazionale. Al porto di Bari c’è la targa a lui dedicata in ricordo del lavoro profuso per lo sviluppo dell’area portuale. Naturalmente a presenziare all’evento sarà presente la moglie di Pinuccio, Angela Filipponio, felice di esserci in un momento qualificante della storia della destra. «È una maniera costruttiva di ricordare mio marito. È chiaro che per me è un fatto doveroso, importante e bello».
Angela Filipponio Tatarella intervistata da “Repubblica”
Pinuccio Tatarella è stato Vicepresidente del Consiglio dei ministri del primo governo Berlusconi, padre della moderna destra politica e primo uomo di destra a presiedere un Consiglio dei ministri. Il sè stato il primo tentativo di costruire in Italia un moderno partito conservatore. Per questo sua moglie non ha dubbi nell’interpretare cosa avrebbe pensato nel constatare un traguardo così lusinghiero per il governo Meloni. «Non si sarebbe stupito, perché per una volta tanto la teoria e la pratica vanno insieme. Mio marito ha sempre scritto che il 60% degli italiani è di destra. Non è che si crea da un giorno all’altro una linea politica, un modo di vedere e interpretare la vita e la politica», rispone Angiola Filipponio sottolineando l’imporanza di questo evento a Bari. «Ci sarò. È importante che si faccia questo evento. Aristotele diceva che l’inizio è più della metà».
Il record del governo? “Pinuccio ha sempre scritto che il 60% degli italiani è di destra”
E’ una donna fiduciosa e anche quando le fanno notare che a Bari e in Puglia le cose non vanno tanto bene ultimamente per la destra. Non si scompone, anzi, fa un ragionamento molto pragmatico: «Infatti, quando una cosa non funziona bisogna rifondarla. Se prendi la via che non è la più dritta che porta da Bari a Roma, allora va cambiata. Capisco che è difficile trovare la via giusta, ma bisogna almeno capire che quella attualmente percorsa non funziona. Non lo dico io, lo dicono i fatti. Se abbiamo vinto a livello nazionale, perché questa cosa non si può fare a Bari? Alla Regione e a Bari noi abbiamo governato per anni e non è successo solo quando c’era mio marito. Mio marito è stata la svolta, ma con gli uomini giusti, con Di Cagno Abbrescia, Raffaele Fitto abbiamo continuato a vincere», replica a Lucia Portolano.
“Meloni donna intelligente, costruttiva, del fare”
Per cui le sembra normale l’avere scelto la Puglia per celebrare un evento così imporante. «Mi sembra opportuno che si vada a coltivare dove c’è più bisogno». E poi ripone piena fiducia nella premier Meloni a cui la legano tantgi ricorsi: «Una persona estremamente intelligente, costruttiva, del fare». Poi regala un ricordo riavvolgendo il nastro ai tempo di una Meloni giovanissima: «Era il 2006, entrambe eravamo state elette per la prima volta alla Camera. Fini ci convocò perché bisognava eleggere il vicepresidente. Allora il presidente era Bertinotti. Ci fu una riunione, Fini sorprendendo tutti scelse la giovane Giorgia Meloni come vicepresidente della Camera. Ricordo quella sera a cena, uscimmo io e lei, e Meloni mi diceva: ma come farò. Non sapevamo nulla, il regolamento della Camera è molto difficile. Lei si mise a studiare e dopo una settimana ricevette anche i complimenti di Bertinotti per come aveva saputo reggere».
“La politica è movimento”
Vede una chiara linea di continuità con la linea “tatarelliana” in questo centrodestra: «Credo che Fratelli d’Italia sia la continuazione di una politica che viene da lontano e ci mancherebbe altro. Ma la politica è in movimento, è la gestione del bene della società. Per i dogmi c’è già la chiesa. Sarebbe assurdo se riproponessimo la stessa cosa dopo 20 anni. L’intelligenza sta nel capire che le cose cambiano, bisogna capire il cambiamento e come adattarsi». Angela Filipponio Tatarella è stata docente universitaria di Filosofia del Diritto all’Università di Bari, la cattedra che fu di Aldo Moro. Deputata al Parlamento dal 2006 al 2008 per Alleanza Nazionale, membro del Consiglio d’amministrazione di Rai Cinema e assessore alla Cultura al Comune di Bari con il sindaco Simeone Di Cagno Abbrescia dal 2000 al 2004.