La sentenza a Shenzen
Condannato all’ergastolo l’ad di Evergrande: l’azienda immobiliare cinese era fallita con 300 milioni di debiti
Oltre all'amministratore delegato , sono stati condannati anche cinque alti dirigenti del Gruppo Evergrande sono stati condannati oggi a pene detentive che vanno dai sei ai diciotto anni per reati tra cui frode
Esteri - di Gabriele Caramelli - 20 Agosto 2026 alle 14:27
Xu Jiayn, fondatore del colosso cinese Evergrande, è stato condannato all’ergastolo dal tribunale di Shenzen, nella Cina meridionale. Il giudice ha irrogato alla società e a una sua controllata una multa da 15,82 miliardi di yuan, oltre 2,4 miliardi di dollari, dopo il clamoroso fallimento del 2021 che ha lasciato con il fiato sospeso il mercato immobiliare cinese. A lungo Evergrande Group è stato il protagonista del settore, per un decennio, nutrendo il sogno di milioni di famiglie che desideravano una casa di proprietà. Eppure il suo accesso al credito è diminuito esponenzialmente quando il governo ha inflitto le restrizioni sui prestiti e contro le speculazioni: di conseguenza, cinque anni fa la società è andata in default alla luce dell’impossibilità di ripagare i creditori.
Condannato il proprietario di Evergrande, la più grande società immobiliare cinese
Xu Jiayin è stato condannato all’ergastolo per una serie di reati, tra cui «frode finanziaria su larga scala». L’imprenditore «è stato condannato per molteplici reati, multato, ha ricevuto l’ergastolo, la revoca a vita dei diritti politici e la confisca di tutti i suoi beni personali”, ha ribadito il Tribunale di Shenzhen, nella provincia del Guangdong, in un post sul suo account WeChat.
Tra il 2016 e il 2021, Evergrande e Xu, che era amministratore delegato, «hanno violato le leggi nazionali perpetrando frodi finanziarie continue e su larga scala e utilizzando altri mezzi per gonfiare il patrimonio e occultare le passività», ha spiegato il tribunale, evidenziando che attraverso appropriazioni indebite le parti «hanno ottenuto il controllo di istituti finanziari», che non sono stati comunque identificati. Ad aprile Xu si era dichiarato colpevole di accuse che includevano anche l’appropriazione indebita. Non bisogna dimenticare che, proprio oggi, altri cinque alti dirigenti del Gruppo Evergrande sono stati condannati oggi a pene detentive che vanno dai sei ai diciotto anni per reati tra cui frode.
Un’azienda “drogata” dalla speculazione
Come aveva affermato il giornalista Federico Rampini nel 2021, nello scenario dei fallimenti finanziari della Repubblica popolare, Evergrande «è la punta dell’iceberg, il boom cinese degli ultimi trent’ anni è stato drogato anche da fenomeni speculativi e una overdose di debiti». Poi aveva fatto un esempio per chiarire il caso del crac da 300 milioni che aveva travolto l’azienda, tracciando un parallelismo con il futuro: «Se nel 2008-2009 i mutui subprime americani fecero crollare Wall Street e contagiarono il mondo intero, è fisiologico che una delle prossime crisi globali debba nascere in Cina». Dopo l’ultima spallata dei magistrati cinesi a uno dei pilastri del mercato immobiliare, non sembra poi così surreale l’aumento del rischio di una crisi all’interno del panorama finanziario del Dragone.