Relazione a Montecitorio
Clausola di salvaguardia, Giorgetti: “Per la sicurezza energetica chiederemo all’Ue tutta la flessibilità possibile”
Parla alla Camera dei Deputati il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, raccontando i prossimi passi che il governo compirà per attivare quella clausola di salvaguardia nazionale che l’Italia ha chiesto di riconoscere dopo le ennesime emergenze imposte dalla complessa situazione internazionale sul fronte dell’energia.
Scadenza vicina: metà agosto 2026
“La Commissione europea ha invitato a presentare la richiesta di attivazione della clausola di salvaguardia nazionale entro la metà di agosto 2026” ha detto in mattinata all’assemblea di Montecitorio il capo del Tesoro, spiegando che la richiesta “dovrà fornire un elenco delle misure di massima e una stima preliminare dei costi attesi. La Commissione la valuterà a settembre, eventualmente raccomandandone l’approvazione al Consiglio che dovrebbe formalizzare la raccomandazione nella riunione Ecofin di ottobre. A seguito di tale raccomandazione si procederà al ricorso alla procedura” per il “cosiddetto scostamento di bilancio”.
L’azione italiana
Giorgetti ha ripercorso, passo passo, le tappe di questa soluzione: “La clausola originaria era quella sulla difesa ed era 1,5% all’anno. Quello che c’è di nuovo è che nell’ambito di questo 1,5% uno 0,3% l’anno, per un massimo di 0,6%, può essere dedicato alla sicurezza energetica. Noi sicuramente chiederemo tutto il massimo, quindi 0,3% più 0,3% uguale 0,6%”. Per la parte di difesa invece “non prenderemo il massimo e ci fermeremo a 0,9%”.
E a chi gli ha domandato della possibilità di chiedere spese già effettuate al 28 febbraio, il ministro Giorgetti ha ricordato che “questo lo dice la decisione della Commissione Ue, che precisa il tipo di spese e da quando esse siano maturare che si possono utilizzare, quindi non è una decisione nostra e dovremo muoverci all’interno delle prescrizioni della Commissione, che ha fatto molta fatica a riconoscere questa eccezione sull’energia ma l’ha ricondotta a determinate fattispecie”.
Fuori dalla clausola Ue i provvedimenti sulle accise
Il responsabile di via XX settembre ha precisato che dalla clausola di salvaguardia europea, per quanto riguarda la spesa per la sicurezza energetica, “sono escluse “misure che mirino ad attenuare provvisoriamente la crisi in atto come quelle sulle accise o sussidi diretti e indiretti a prodotti di origine fossile, e al settore privato che non portano ad un miglioramento strutturale”, ha sottolineato il ministro dell’Economia.
Dalle informazioni disponibili “non sembrerebbero ammissibili, differentemente dalla clausola difesa, spese registrate negli anni successivi al 2028. Sul punto – ha precisato – saranno avviate specifiche interlocuzioni, in sede tecnica, con le istituzioni europee per verificare la possibilità di investimenti che, sebbene avviati nel triennio 2026-2028, producano effetti su un orizzonte temporale più lungo”. Inoltre, “è stato chiarito che sono ammesse, esclusivamente, misure ‘addizionali’, decise a partire dal 28 febbraio 2026 e mirate a migliorare strutturalmente la sicurezza del sistema energetico degli Stati membri, favorendo la transizione verde e riducendo la dipendenza dai combustibili fossili e, quindi, dagli approvvigionamenti esteri”.