Passerella rossa per Sigfrido
Ci risiamo, dopo Soumahoro e Salis il magico duo di Avs punta a candidare Ranucci? L’ipotesi gela il Pd e agita le acque nel Campo largo
Nessuna conferma, ma neanche alcuna smentita: per ora sono solo rumors, ma l'invito di Bonelli e Fratoianni al giornalista di "Report" alla festa del partito suona tanto come una presentazione ufficiale (e un'opportunità di sondare il terreno)...
Dopo Salis e Soumahoro, Avs punterebbe sulla candidatura di Ranucci: il sospetto che aleggia sul Camp largo, gela Schlein e stuzzica Conte. E, soprattutto, interroga giornalisti e elettori…
Avs il ritorno: Fratoianni e Bonelli pensano a una candidatura di Ranucci?
Il (quasi) rientro dalle ferie prevede nella valigia della sinistra un carico pesante e un souvenir di questa estate bollente (e non solo per il clima), che porta in dono alla sinistra l’ennesimo cortocircuito tattico, frutto del bisogno d’icone mediatiche e simbolo più che di un ricordo estivo della cronica incapacità di gestire le proprie contraddizioni.
Al centro del dibattito politico c’è Sigfrido Ranucci, l’anchorman di Report. Il “Superman del giornalismo d’inchiesta”. Il “tele-tribuno” al centro di una bufera mediatica, ma che l’opposizione prova a trasformare nell’ennesimo “salvatore della patria”. Nell’ultimo caprio espiatorio, o vittima sacrificale che dir si voglia, da paracadutare in Parlamento e da innalzare sull’altare della candidatura politica.
Sigfrido o non Sigfrido, questo il dilemma…: e quell’ospitata alla festa del partito…
Gli indizi sono molti, il dibattito ferve, e gli ammiccamenti pullulano: e tutto va nella medesima direzione. Quella che, tra timide strizzatine d’occhio pentastellari, storcimenti di naso Pd e frasi dal periodo ipotetico delle possibilità, vede correre sul campo largo una sorta di staffetta di sinistra su cui aleggia l’eventualità di una candidatura a effetto. E che effetto…
La tentazione è forte e la regia di Alleanza Verdi e Sinistra è scoperta. Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, specialisti nel trasformare i fenomeni di costume e le meteore mediatiche in parlamentari di ruolo, gli hanno steso il tappeto rosso per Terra!, la festa nazionale del partito che vede in calendario per il 9 settembre presso la Città dell’Altra Economia, niente poco di meno l’ospite degli ospiti: Sigfrido Ranucci.
Avs: gli specialisti delle candidature a orologeria. Dopo Salis e Soumahoro toccherebbe a Ranucci
Scrive il Corriere della sera: «Mercoledì 9, alle 18, nello spazio Tlon, ad animare il dibattito “Potere, privilegi, democrazia“, ecco che tra gli altri relatori compare proprio Sigfrido Ranucci. E giù retroscena ipotetici a catena. Dunque è già fatta? Sì, certo, lo vuole in squadra Nicola Fratoianni. Sì, certo, ha già il posto sicuro in lista. Chiaro, servirebbe una conferma. Fratoianni, è così? Volete candidare Ranucci? Il leader di Avs risponde efficacemente: “Ma candidare dove?”… E Fratoianni ci scherza su: “Mi pare un po’ prestino per le liste”…».
Parole enigmatiche che, se è vero che non confermano, neppure smentiscono. E di sicuro sollevano perplessità e dubbi, con una certezza almeno: la tentazione è forte. E la regia di Alleanza Verdi e Sinistra è quanto meno sospetta. Del resto, si sa, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli sono specialisti nel trasformare i fenomeni di costume e le meteore mediatiche in parlamentari di ruolo: e i casi Soumahoro, Ilaria Salis e Mimmo Lucano insegnano…
Non solo: quella che potrebbe rivelarsi come una presentazione ufficiale (e di persona) agli elettori stendendo il tappeto rosso della festa nazionale di Avs a Ranucci suona tanto come una vera e propria prova generale per le liste elettorali. Anzi, forse potrebbe rivelare anche di più: la ricerca della spinta mediatica che prevale sulla selezione di una classe dirigente politica, con la speranza che la piazza perdoni ombre e sospetti, le recenti polemiche, le inchieste giornalistiche di risposta e i dubbi sulle chat con i faccendieri.
La possibilità gela Elly Schlein e agita le acque nel Campo largo
Ciliegina sulla torta, infine, a solleticare la curiosità dei più perplessi è il grande affanno del resto del sedicente “campo largo”. Nel Movimento 5 Stelle l’entusiasmo è quasi commovente: la truppa pentastellata in Commissione di Vigilanza Rai scatta a testuggine a ogni minima critica, rivendicando una paternità politica sul conduttore, e sognando forse in sordina d’incassare il dividendo elettorale dell’ennesimo “disorganico” anti-sistema.
Diversa, e ben più imbarazzata, è la reazione nel Partito democratico. Se Elly Schlein preferisce rintanarsi in un prudente silenzio per non irritare l’ala movimentista, dalla fronda riformista e dai padri nobili del Nazareno cominciano a serpeggiare i mal di pancia. Tra l’indignazione per i paragoni azzardati con i veri martiri della legalità, e la memoria ancora fresca del “metodo Report”, i dem paventano l’ennesimo effetto boomerang: trasformare un conduttore televisivo in una bandiera politica, per poi ritrovarsi tra le mani una potenziale mina vagante.
E alla fine della fiera, comunque la si voglia guardare, tra gli effetti speciali e l’opportunismo (?) a orologeria di Avs, lo slancio dei 5 Stelle e la diffidenza del Pd, la sinistra si conferma una straordinaria agenzia di collocamento politico per personaggi in cerca d’autore…