Il delirio di Pedro
Ceuta e migranti, Sánchez grida al “complotto dell’ultradestra”. Fratoianni rilancia: colpa di Putin, Israele e Meloni
Il leader di Avs sposa la tesi e tira in ballo anche il governo italiano. Il Pp: «Indaga ma ha già scagionato Rabat». Israele: «Mente spudoratamente». Mosca respinge ogni accusa
Prima Pedro Sánchez, poi Nicola Fratoianni. Per spiegare la crisi migratoria che ha travolto Ceuta, il premier spagnolo chiama in causa Russia, Israele e una non meglio precisata «internazionale di estrema destra». E il leader di Avs raccoglie immediatamente la tesi, rilanciandola in Italia e arrivando a inserire nello stesso «ingranaggio internazionale» persino il governo Meloni. C’è però un grande assente nella lista dei responsabili: il Marocco, che Sánchez assolve mentre le indagini sulle cause della crisi sarebbero ancora in corso.
Musk, Putin, Israele, l’ultradestra: Sanchez in pieno delirio complottista
È la surreale tesi esposta dal premier spagnolo a Cadena Ser. Dopo il 30 e 31 luglio, ha sostenuto Sánchez, ci sarebbe stata una diffusione di «voci e disinformazione» attraverso social network legati a Russia e Israele e a una rete dell’estrema destra che utilizzerebbe l’immigrazione «per attaccare la Spagna», l’Europa e dividerla.
Una ricostruzione incredibilmente raccolta e rilanciata in Italia da Nicola Fratoianni. Il leader di Avs ha discettato di reti russe e israeliane riconducibili all’«internazionale dell’ultra-destra», arrivando a inserire nello stesso «ingranaggio internazionale» in una marmellata complottista, persino il governo Meloni.
Il governo spagnolo, sostiene Sánchez, sta ancora indagando sulle cause della crisi. Ma già esclude categoricamente responsabilità delle autorità marocchine. Una contraddizione sulla quale si è subito avventato il Partito popolare.
Israele e Mosca respingono le accuse
La reazione di Israele non si è fatta attendere. Il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar ha accusato Sánchez di «mentire spudoratamente»: attribuire a Israele la diffusione di false informazioni su Ceuta, ha affermato, è «una palese menzogna» utilizzata per distogliere l’attenzione dai fallimenti del governo spagnolo.
Anche il Cremlino ha respinto le accuse. Il portavoce Dmitry Peskov ha assicurato che la Russia «non ha avuto alcun ruolo» nella crisi migratoria.
L’ironia in Spagna: “Gli manca solo di dare la colpa a Franco”
Durissimo il commento di Santiago Abascal. Il leader di Vox accusa Sánchez di essere diventato «un lacchè del Marocco» e parla apertamente di una «guerra ibrida» condotta da Rabat contro la Spagna. Vox ha annunciato che chiederà la sospensione del Trattato di amicizia con il Marocco.
«Gli è mancato soltanto dare la colpa a Franco», ha ironizzato il portavoce del Pp Borja Sémper accusando Sánchez di mostrare «un’enorme delicatezza diplomatica» verso Rabat. Per il Pp, Sánchez preferisce chiamare in causa «Russia, Elon Musk, Israele, le fake news e l’internazionale dell’estrema destra» anziché affrontare le responsabilità politiche della crisi.
Sémper pone soprattutto una questione difficilmente eludibile: «Qualcuno crede davvero che 80.000 persone possano attraversare un Paese ed entrare illegalmente in un altro senza che il Paese d’origine ne sia a conoscenza?».