Scoppia il caso
Casertano, bimba di 5 mesi rapita nella notte dalla casa famiglia. Lo scorso anno erano stati sottratti anche i fratellini
Due persone incappucciate hanno portato via la neonata di cinque mesi approfittando del sonno dell’operatrice. Al vaglio le immagini delle telecamere
D. G., la neonata di cinque mesi rapita nella notte tra il 28 e il 29 agosto da una casa famiglia del Casertano, non c’è ancora traccia. Due persone con il volto coperto sono entrate nella struttura intorno all’una e mezza, hanno preso la bambina e sono fuggite scavalcando il muro di cinta. Una sequenza durata pochi istanti, ora al centro delle indagini condotte dalla polizia. La responsabile della comunità si trovava nel salone al pianterreno e cercava di far addormentare la piccola, particolarmente nervosa. «L’ho messa nel portenfant e l’ho cullata mentre ero seduta sul divano, cantandole una ninna nanna», ha raccontato. Poi si è appisolata per alcuni minuti. A svegliarla sono stati alcuni rumori e il fruscio dei vestiti: davanti a lei la culla vuota e due figure in tuta scura che si allontanavano con la neonata.
«Ho urlato: “Chi siete?”, ma loro sono sgattaiolati subito via», ha riferito la donna. I rapitori sarebbero passati attraverso una persiana rimasta semiaperta dopo l’uscita del cane, per poi raggiungere il giardino. Le immagini registrate dall’impianto di videosorveglianza di un vicino mostrerebbero una delle due persone scavalcare il muretto e l’altra passarle la bambina. La telecamera, tuttavia, avrebbe ripreso soltanto la fuga e non l’ingresso nella villetta.
Le immagini e la pista familiare
Gli agenti hanno sequestrato i filmati e stanno ricostruendo gli spostamenti delle persone vicine alla piccola. Gli inquirenti, per il momento, non indicano responsabili né si sbilanciano sulle piste seguite. Un primo annuncio del ritrovamento aveva acceso per qualche ora le speranze, ma la bambina individuata era un’altra minore.
G. era arrivata nella casa famiglia il 17 luglio. Le forze dell’ordine l’avevano trovata all’interno del veicolo utilizzato dai genitori mentre raccoglievano materiale tra i rifiuti. La neonata era sistemata in un sediolone, nella parte riservata ai passeggeri, circondata da ferraglie e scarti di varia natura. Le condizioni furono giudicate incompatibili con la sua sicurezza e la piccola venne immediatamente allontanata.
Il precedente
A rendere il caso ancora più delicato è il precedente dei quattro fratelli, nati tra il 2015 e il 2023. Nel maggio dello scorso anno i servizi sociali li avevano trovati in un insediamento abusivo tra Pianura e Quarto, in condizioni di grave incuria e degrado igienico-sanitario. Collocati insieme alla madre in una struttura protetta, erano scomparsi dopo poche ore.
Secondo il legale dei genitori, oggi vivrebbero in Romania con la nonna. Un’informazione mai accompagnata, però, da documenti ufficiali. Per questo Simona Molisso, tutrice nominata dal Tribunale per tutti e cinque i minori, aveva respinto temporaneamente la richiesta avanzata dai genitori di incontrare la neonata.
L’appello della tutrice
La responsabile della casa famiglia respinge intanto le accuse rivolte alla struttura: «Siamo qui da 23 anni e non si è mai verificato nulla di simile». La comunità, ha precisato, non è un luogo di detenzione ma una normale abitazione autorizzata a ospitare sei minori. Il rapimento riapre comunque il problema della sicurezza delle strutture chiamate a proteggere bambini esposti a situazioni di particolare rischio.
«Chiunque abbia visto o sentito qualcosa si faccia avanti», è l’appello della tutrice. «In ballo c’è la vita di una neonata di cinque mesi che ha diritto ad avere un futuro migliore».