A sinistra tutto per il meglio
Campo scoppiato, ora anche Avs sbatte i pugni: «Basta col dualismo Conte-Schlein, non staremo a guardare»
Angelo Bonelli interviene sulle tensioni tra la segretaria dem e il leader M5Se propone una soluzione originalissima: «Dobbiamo lavorare sul programma»
Dopo la questione Ucraina, lo scontro tra Elly Schlein e Giuseppe Conte è arrivato ormai a un livello tale che anche Avs, che solitamente si tiene alla larga dal tema, ha sentito il bisogno di intervenire. Lanciando un altolà. È toccato ad Angelo Bonelli lasciare da parte i sassi dell’Adige e avvertire i contendenti del fatto che «non intendiamo essere spettatori di un dualismo o di una contesa sulla leadership che non è compresa dagli italiani, che ci chiedono unità e un programma che affronti le emergenze».
L’altolà di Avs a Schlein e Conte
Intervistato da Repubblica, Bonelli ha rivendicato per Avs «una funzione di pontiere all’interno di questa coalizione». Per il leader verde «quello che ha detto Conte sull’Ucraina e il riarmo è una posizione nota, peraltro condivisa anche da Avs». Dunque, «il punto è un altro» ovvero «che la contesa dualista della leadership tra Schlein e Conte secondo noi rischia di essere assolutamente dannosa».
La soluzione inedita di Bonelli…
Per Bonelli il modo per uscirne è «cominciare a lavorare ai contenuti e al programma». Lui stesso, però, sembra consapevole del fatto che si tratti di una formula un tantino ritrita e, soprattutto, rimasta lettera morta nonostante la volontà ripetutamente dichiarata dai leader di procedere su quella strada. «Sembrerà una banalità, ma non lo è affatto», ha precisato Bonelli, spiegando che lui usa «i mezzi pubblici» e incontra «tante persone, studenti, lavoratori e pensionati» che «ci chiedono unità».
Avs: «Abbiamo il 7%, non vogliamo essere spettatori»
«Il mio invito a Conte e Schlein è di accelerare sul programma, come Avs non siamo più disponibili ad attendere», ha proseguito il co-leader del partito, precisando che «no, assolutamente» non è un ultimatum. «Ma certamente Avs, che ha il 7% dei consensi, non vuole essere spettatrice. Anzi, vogliamo avere una funzione stabilizzatrice della coalizione e speriamo che la quarta gamba si organizzi e si associ presto, con una convergenza tra Magi, Ruffini, Onorato, Spatafora, Renzi».
«Il punto è il programma e il confronto sui nodi maggiormente divisivi», ha insistito Bonelli, che però subito dopo non può che rimarcare le distanze siderali che esistono all’interno dell’opposizione e che rendono difficile parlare di coalizione e mettono in dubbio anche la definizione di cartello elettorale.
Sull’Ucraina, l’ultimo casus belli, per esempio, Avs rivendica la propria posizione, che poi è la stessa del M5S, sostenendo che «la stragrande maggioranza degli italiani è contraria a un riarmo che non possiamo permetterci». A buon intenditor…