L'ex presidente della Camera
Boldrini attacca Ranucci: “Ha amicizie inspiegabili”. Poi ammette: “Non ho letto il suo libro”
Anche Laura Boldrini scarica Sigfrido Ranucci. Al Foglio, intervistata da Ginevra Leganza, l’ex presidente della Camera ammette che “le sue amicizie sono inspiegabili”. Bocciato anche il parallelo tra il mistico e il delirante con Falcone, Borsellino, Moro, Mattarella. «Ho letto in queste ore della reazione della sorella del giudice Falcone, Maria, e mi sono domandata perché Ranucci abbia voluto accostarsi a quelle figure», ammette l’esponente dem. «Lui è un giornalista. E il paragone più calzante, a mio modo di vedere, sarebbe stato eventualmente quello con altri giornalisti». E fin qui ci arrivavamo persino noi.
Boldrini: “Ranucci è una vittima, ma le sue amicizie sono inspiegabili”
«Fare paragoni con magistrati e politici che sono morti non è appropriato. Mi dispiace, ma non regge». La cronista del Foglio la incalza sulle imbarazzanti rivelazioni di Ranucci e dei suoi rapporti disinvolti con il gentil sesso, così come raccontati nel suo libro. Da donna femminista e di sinistra Laura Boldrini ha sempre avuto grande attenzione per le ragazze e per quel certo riguardo che si addice alle cose di letto, quindi parte la domanda delle cento pistole: «Cosa pensa dunque di Sigfrido che racconta, senza consenso, le sue storie erotiche?». La risposta della Boldrini è degna di Alice nel Paese delle meraviglie. «Non so niente, sono sincera. Non ho letto il suo libro e non potrei perciò esprimermi sul tema».
“Il MeeToo per Ranucci? Non ho letto il libro, non so nulla”
“Il letto si addice a Ranucci: di questo parliamo, in parole povere!”, sintetizza elegantemente la giornalista. Ma Boldrini alza un muro che pare quello di Berlino prima del 1989. «Non so nulla, mi spiace». Leganza non molla l’osso. Il MeToo? «Ho letto i giornali – taglia corto Boldrini – ma non il libro». Va bene. Ma leggendo i giornali, non pensa Sigfrido debba fare un passo indietro? «No. Questo no. Perché no? Perché lui in questa vicenda è una vittima. E dunque il passo indietro sarebbe un paradosso».
«E ripeto che la vicenda, terrificante, ci dice soltanto che Lavitola stesso è un personaggio da tenere lontano. E questo è vero – ammette Boldrini – l’amicizia tra i due mi ha sorpreso molto». Chissà quanto resterà sorpresa la Boldrini quando riuscirà anche a leggere il libro.