Sarcasmo sinistro
Alessandro Gassmann ironizza sui controlli tra Spagna e Italia: «Pregate per noi». Ma sui social viene asfaltato
Alessandro Gassmann torna a entrare a gamba tesa nel dibattito sull’immigrazione e, ancora una volta, sui social scoppia la polemica. Questa volta l’attore ha scelto un non troppo sottile sarcasmo anti-governativo per commentare le tensioni tra Italia e Spagna legate alla crisi migratoria di Ceuta e ai controlli alle frontiere.
In viaggio in aereo dalla Spagna verso l’Italia, il figlio dell’indimenticato Vittorio ha affidato ai social un messaggio decisamente caustico: «Sono su un aereo che dalla Spagna mi riporterà in Italia. Siamo circondati da individui che parrebbero essere terroristi, anche se parlano italiano o spagnolo e cercano di apparire tali! Poi vi racconterò all’arrivo se il fronte di difesa alla dogana funziona alla perfezione nel difendere l’italico suolo. Pregate per noi». Una provocazione neppure troppo velata contro i controlli introdotti alle frontiere. E, una volta atterrato, l’attore ha deciso di rincarare la dose: «Vi aggiorno: li hanno presi tutti, noi salvi e orgogliosi! Grazie davvero!».
Alessandro Gassmann scherza sui controlli, i social non ridono
L’ironia, però, non ha fatto ridere tutti. Anzi. Il post ha rapidamente acceso la discussione, infiammando gli animi degli elettori di centrodestra, che gli hanno contestato l’ennesima incursione su un terreno politico delicato come quello dell’immigrazione. Tra le repliche più dure c’è chi gli suggerisce di tornare a occuparsi di cinema: «Alessandro io starei sul ruolo di attore non fosse altro per la notorietà che hai». Un altro utente lo invita invece a «limitarsi a svolgere il suo lavoro di attore e di non occuparsi di politica».
C’è poi chi contesta direttamente il bersaglio dell’ironia. Mostrare un documento durante un controllo, osservano alcuni utenti, non rappresenterebbe certo un sacrificio insopportabile: «Esibire un documento di identità non è poi così grave». Ben più drammatica, secondo altri, è la situazione delle persone ammassate a Ceuta, «senza acqua, né cibo», uno spettacolo definito «un colpo allo stomaco».
Il precedente di Gassmann su Ceuta
Non è la prima volta che Gassmann interviene sulla crisi migratoria che coinvolge Ceuta. Soltanto una settimana prima aveva già fatto discutere con un altro messaggio nel quale, riferendosi alle persone arrivate dal Marocco, aveva scritto che «chi è arrivato dal Marocco è come eravamo noi».
Anche allora le reazioni dei follower erano state tutt’altro che unanimi. Un copione ormai abbastanza conosciuto. E pensare che Gassmann era invece più occhiuto e arcigno di un gendarme borbonico ai tempi della pandemia, quando invitava a segnalare alla polizia chi si riuniva a casa o non rispettava i dpcm di Conte.
Quando le Iene chiesero a Gassmann: «Ospiteresti un profugo a casa tua?»
Ma sul rapporto tra solidarietà, immigrazione e disponibilità personale c’è anche un precedente che torna alla memoria. Nel settembre 2020 Le Iene rivolsero all’attore romano una domanda tanto semplice quanto scomoda: «Tu, Alessandro Gassmann, ospiteresti un profugo a casa tua?». A chiacchiere sì, ma quando Filippo Roma gli chiese di entrare nel concreto, la risposta fu una specie di “neanche per sogno”. Ovviamente.