Al Meeting di Rimini
Abodi rivendica i successi nei grandi eventi sportivi: “Abbiamo affrontato con responsabilità complessità e insidie”
Il ministro per lo Sport e i giovani è poi passato a parlare delle infrastrutture sportive e della loro rilevanza per sottrarre spazi all'illegalità, senza dimenticare l'importanza di un cambio di passo nella Figc e nelle scelte per Euro 2032
Politica - di Gabriele Caramelli - 25 Agosto 2026 alle 19:10
«Poter dire oggi che quello che avevamo promesso di fare un anno fa è successo, è motivo di soddisfazione». A dirlo è stato il ministro per lo Sport e i giovani, Andrea Abodi, nel suo intervento al Meeting di Rimini, ricordando i traguardi del governo Meloni nell’organizzazione dei più importanti eventi atletici degli ultimi tempi: «Vuol dire che siamo stati in grado di governare la responsabilità, la complessità di eventi come le Olimpiadi e le Paralimpiadi, che nascondevano anche insidie organizzative. Il tema delle infrastrutture resta ancora una volta centrale, vale per quello che abbiamo fatto per Milano Cortina e per ciò che stiamo facendo per i Giochi del Mediterraneo».
Abodi: «Il governo Meloni è stato in grado di organizzare i grandi eventi sportivi»
Inoltre, il ministro ha poi sottolineato che «il 4 settembre, a Giochi chiusi, continuerà il nostro impegno e gli impianti che abbiamo realizzato, a partire da Taranto, rappresenteranno un elemento di responsabilità perché dovranno proseguire a servire le comunità». «Questo vale per qualsiasi infrastruttura che nasce attraverso il finanziamento pubblico – ha ripreso –, qui ci sono 275 milioni che noi abbiamo garantito grazie al lavoro anche del commissario straordinario e che a partire dallo stadio, ma finendo con l’ultimo impianto scolastico, dovranno e potranno rappresentare una prospettiva di speranza proprio nella logica di recuperare spazi all’illegalità. Alla sedentarietà. A tutto il disagio che ancora si manifesta, tanto più a livello giovanile, e del quale ci accorgiamo quando la cronaca diventa nera».
Tra le altre cose, il titolare di Via della Ferratella in Laterano crede che le infrastrutture sportive costruite fino ad ora siano «fattori di prevenzione assoluta. E quindi il lavoro che faremo come Governo in collaborazione con il Comune e con la Regione Puglia, ma soprattutto con le federazioni sportive, sarà garantire l’utilizzo di questi impianti partendo dalle scuole».
Il punto sul mondo del calcio e gli Euro 2032
Quanto al mondo del pallone, Abodi ha annunciato che «la Federcalcio presenterà una lista che comprenderà anche alcune seconde scelte, credo che alla fine verranno segnalati 10 stadi. Cinque saranno quelli che ospiteranno Euro 2032, entro maggio del prossimo anno dovranno essere aperti i cantieri per gli stadi che verranno indicati. Sono molto fiducioso, il governo ha fatto un lavoro che in passato non è stato mai realizzato».
Si tratta quindi di «un’operazione di sistema» che «ha coinvolto 16 infrastrutture che hanno presentato le credenziali. Vuol dire che, grazie agli strumenti burocratico-amministrativi, messi a disposizione del commissario Sessa, e grazie al portafoglio di strumenti finanziari che stiamo finendo di elaborare, siamo stati in grado di contribuire alla fiducia necessaria per far intraprendere un percorso di rigenerazione complessiva». Insomma, siamo davanti a un progetto che «non riguarda soltanto gli stadi, ma contribuisce alla rigenerazione delle città».
Abodi e il cambio di passo nella Figc
Sulla Figc, il ministro ha spiegato che «il nuovo corso dipende soprattutto dalla capacità e dalla volontà della federazione. Credo che l’autonomia sia un valore molto importante, che è affidato alla capacità di un sistema di auto-generarsi e migliorarsi». Poi ha chiarito: «Di sicuro abbiamo alle spalle esperienze che hanno portato a divisioni e amarezze. Adesso mi auguro che tutto quello che succederà, che non dipende soltanto dal tecnico Mancini o dal direttore tecnico Ranieri, possa determinare un cambiamento nella competitività della Nazionale e nella competitività anche del nostro campionato, perché poi dalla qualità del campionato dipende anche la selezionabilità degli italiani che iniziano a giocare all’estero».
«Mi auguro che ciò porti anche al ritorno della passione per l’azzurro, che forse si è un po’ affievolita senza una ragione precisa – ha concluso –. Non si rimane appassionati e innamorati del calcio e della maglia azzurra solo quando si vince, ma tanto più nei momenti di difficoltà come questi. Mi aspetto però un cambio di passo».