Guerra di spie
Spioni russi in Italia, Mosca convoca l’incaricato d’affari e tira in ballo Goebbels con la Germania
Alta tensione Italia-Russia sul fronte diplomatico, dopo lo scoppio dello scandalo degli spioni italiani e russi a Roma. Il ministero degli Esteri russo ha convocato l’incaricato d’affari italiano a Mosca, Giovanni Scopa, a seguito dell’espulsione di due addetti militari dell’ambasciata russa a Roma, decisa lo scorso 9 luglio. L’espulsione è legata all’inchiesta della Procura di Roma su un presunto caso di spionaggio che coinvolge due ex appartenenti ai servizi segreti italiani, accusati di aver ceduto informazioni alla Russia.
Italia-Russia, scontro diplomatico anche con la Germania
Mosca ha però aperto anche un fronte tedesco in Italia. L’ambasciata russa a Roma ha criticato la rappresentanza diplomatica tedesca in Italia dopo un invito di quest’ultima a contrastare la “disinformazione russa”. In una nota, l’ambasciata di Mosca ha accusato quella tedesca di aver rivolto “inaspettatamente” l’attenzione ai propri account social e, “con teutonica rozzezza e senz’alcun savoir faire diplomatico”, di aver sollecitato la diffusione di un “importante appello” presso “tutte le autorità competenti”. La rappresentanza russa ha inoltre paragonato polemicamente l’iniziativa ai “dettami” di Joseph Goebbels. Nella nota viene poi attaccato anche l’ambasciatore tedesco a Mosca, Alexander Graf Lambsdorff, definito “isolato e indesiderato” e trasferito “in sordina” dopo meno di tre anni di servizio. “Si direbbe che, quanto a rappresentanti della diplomazia, anche a Roma i tedeschi non siano messi meglio”, conclude la nota.
Ma il duello tra Berlino e Mosca riguarda anche il tema del nucleare. In un comunicato pubblicato sul suo sito internet, il servizio di intelligence russo, l’SVR, asserisce che “secondo le informazioni ricevute” “i ministeri competenti di uno dei principali Stati membri della NATO esprimono preoccupazione per le attività di ricerca e sviluppo in corso in Germania, incentrate sulle armi nucleari”. Il comunicato aggiunge che “gli alleati occidentali di Berlino sottolineano la portata del suo lavoro attuale in settori sensibili come la scienza dei materiali specializzati, la fisica delle onde d’urto e la fisica nucleare e neutronica, che coinvolge 30 università nazionali”.
Tajani ribadisce il sostegno italiano a Kiev
L’Italia continuerà “a sostenere l’Ucraina, a difendere il diritto internazionale e ad appoggiare le sanzioni contro la Russia”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, intervistato dal quotidiano spagnolo El Mundo. “Lavoriamo con i nostri alleati per rafforzare la difesa aerea ucraina. La Russia non può continuare questa guerra assurda, che ha già causato oltre un milione di vittime. Occorre trovare una soluzione politica che garantisca la sovranità dell’Ucraina”, ha affermato il ministro. “Dieci Paesi hanno già aderito alla dichiarazione firmata a Parigi per la creazione di una coalizione contro i missili balistici”, ha aggiunto.