Solo Conte vota no
Sovraffollamento, sì della Camera alla pena alternativa per i tossicodipendenti. Il plauso Meloni: “Una vittoria”
Saranno circa 4mila le persone che usciranno dal carcere per intraprendere un percorso di cura
L’Aula della Camera ha approvato in via definitiva, con 153 sì’, 42 no e 82 astenuti il ddl sulla detenzione domiciliare dei detenuti tossicodipendenti o alcoldipendenti che aderiscono a un programma di recupero. Il provvedimento, prevede una particolare detenzione domiciliare fondata sull’adesione a programmi di cura in caso – fatte alcune eccezioni – di condanna non superiore a otto anni. La maggioranza ha votato a favore, le opposizioni si sono astenute concordando in linea di massima con il principio della legge ma rilevandone diverse criticità, fatta eccezione del M5s stelle che si è schierato per il no insieme a FnV. Soddisfazione è stata espressa dal presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
La soddisfazione di Meloni
La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, esprime soddisfazione per l’approvazione definitiva della legge che rafforza la concreta possibilità, per chi è stato condannato per reati commessi sulla spinta della tossicodipendenza, di affrontare un percorso di recupero.
Nella nota diffusa da Palazzo Chigi si legge: “Si tratta di un disegno di legge del governo, che al Senato si è arricchito con il contributo delle opposizioni, e quindi con il recepimento di emendamenti da loro proposti, e che è l’esito della concorde proposta di tutto il mondo delle dipendenze, a cominciare dalle comunità. Una proposta qualificante, ampiamente condivisa, fatta propria e rilanciata dalla Conferenza nazionale sulle dipendenze, svolta a Roma nel novembre scorso. Si tratta di una vittoria su più fronti: per chi usufruirà di questa opportunità, in maniera per un verso più estesa, per altro verso più seria, rispetto alla legislazione finora in vigore; per la sicurezza di tutti, perché con un recupero verificato viene eliminata la molla che spinge una fascia di persone a tornare a delinquere; per la popolazione penitenziaria, che verrà alleggerita dalla presenza di chi sceglierà il percorso in comunità” spiega la nota.
Combattere la tossicodipendenza
L’obiettivo del provvedimento “non è svuotare le carceri ma evitare che chi delinque, se tossicodipendente, ci torni. Se la causa della condotta criminale è la dipendenza combattere la dipendenza significa ridurre il rischio di nuovi reati”, ha detto la deputata della Lega Simonetta Matone. Carolina Varchi (FdI) ha rimarcato come la legge contenga “limiti invalicabili. Contro la criminalità organizzata di stampo mafioso e i reati più gravi non c’è nessun passo indietro da parte di questa maggioranza”. “Siamo”, però, consapevoli che la persona va messa al centro del percorso di recupero, che è efficace solo se strettamente legato all’esecuzione della pena: stai in detenzione domiciliare nella misura in cui acconsenti di essere recuperato”. Devis Dori di Avs ha rimarcato: “Naturalmente noi siamo d’accordo con le finalità di questo provvedimento perché far scontare la pena a certe condizioni a un tossicodipendente fuori dal carcere è giusto. Tuttavia ci asteniamo nel voto finale perché la legge non prevede stanziamenti e senza soldi all’incirca solo 500 su circa 20mila tossicodipendenti attualmente detenuti potranno realmente lasciare il carcere. È comunque qualcosa”.