Risultati eccellenti
Simest spinge il Made in Italy nel mondo: investimenti per sei miliardi di euro e la filiera con il piano Mattei
Raggiunte ben 1.900 imprese. La società ha partecipato anche agli interventi per Calabria e Sicilia colpite dall'uragano Harry
“Non abbiamo aspettato che le tensioni internazionali diventassero emergenza per le nostre imprese: l’instabilità dei mercati energetici e le difficoltà di accesso ad alcune rotte commerciali, in particolare verso il Medio Oriente, richiedevano una risposta tempestiva, ed è quanto abbiamo messo in campo con la finanza agevolata”. Con queste parole l’amministratore delegato Regina Corradini D’Arienzo ha commentato i dati approvati ieri dal Consiglio di Amministrazione di Simest presieduto da Vittorio de Pedys. La società del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti per l’internazionalizzazione delle aziende italiane ha chiuso la relazione finanziaria al 30 giugno certificando un’accelerazione decisa: nel primo semestre dell’anno gli investimenti sostenuti a favore della crescita estera del Made in Italy hanno raggiunto circa 6 miliardi di euro, segnando un incremento del 20% rispetto allo stesso periodo del precedente esercizio.
Raggiunte 1.900 imprese
L’espansione dell’operatività ha permesso di raggiungere circa 1.900 imprese, con oltre 1.100 nuove aziende entrate per la prima volta nel raggio d’azione della società. Una platea composta per circa il 90% da piccole e medie realtà produttive, a testimonianza di una presenza capillare nel tessuto industriale del Paese. A trainare la crescita è stato soprattutto il canale della finanza agevolata gestito attraverso il Fondo 394/81 in convenzione con la Farnesina, che ha registrato finanziamenti per circa 1 miliardo di euro con un balzo del 112%. Il supporto all’export via Fondo 295/73 si è invece attestato a 4,8 miliardi di euro (+15%), mentre gli investimenti partecipativi hanno mantenuto una sostanza di circa 108 milioni di euro, in linea con i valori dell’anno passato. I conti evidenziano inoltre un rafforzamento del patrimonio netto a circa 340 milioni di euro (+4%), un risultato lordo di 10,4 milioni (+15%) e un utile netto in salita dell’8% a circa 7 milioni di euro.
La filiera con il Piano Mattei
I primi sei mesi dell’anno hanno visto la messa a terra di diversi strumenti d’intervento mirati. Tra questi figurano il progetto Filiera d’Impatto — che ha coinvolto circa 2.000 PMI grazie anche alle nuove intese con Umana e Orienta —, la Misura USA da 300 milioni complessivi tra finanziamenti e capitale di rischio per il mercato americano, e il piano d’emergenza da 130 milioni in contributi a fondo perduto per le aziende di Calabria, Sardegna e Sicilia colpite dall’uragano Harry. Per rispondere alla congiuntura geopolitica sono stati inoltre attivati 800 milioni con la misura Energia per la Competitività Internazionale e un plafond da 150 milioni sul Fondo 394/81 dedicato agli investimenti del Piano Mattei in Africa. L‘impegno sul territorio si è tradotto anche nell’apertura di nuovi uffici a Torino, Bari e Rabat, in Marocco, oltre all’avvio dell’Acceleratore Made in Italy per il comparto Moda con CDP .
Una crescita inarrestabile
In prospettiva, l’azione di Simest continuerà a muoversi lungo la direttrice dell’integrazione tra mercati esteri e catene di fornitura locali. “Continuiamo a lavorare su un fronte spesso meno visibile, ma altrettanto decisivo e strategico: quello delle imprese di filiera che, pur non esportando direttamente, sostengono l’intera competitività del Made in Italy“, ha rimarcato la D’Arienzo, ribadendo l’intenzione di proseguire il lavoro di squadra con la Farnesina, la capogruppo CDP e tutti gli attori della rete diplomatica e commerciale italiana per affiancare le aziende di ogni dimensione nelle sfide dei contesti globali.